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Domenica, 22 Maggio 2011
GBR Verticale in mandibola VS Carico immediato
Dr ROSSETTI PAOLO

Chi, come il sottoscritto, si è affacciato in tempi recenti alla chirurgia rigenerativa si trova di sovente di fronte ad un dilemma: rigenerare o non rigenerare? Se è vero che esistono casi nei quali un aumento di volume osseo si rende indispensabile per il posizionamento di impianti dentali, è pur vero che molti altri casi si prestano egualmente ad approcci rigenerativi o ad approcci conservativi. Nonostante gli sforzi della comunità scientifica atti a definire indicazioni alla chirurgia rigenerativa fondate su criteri obiettivi, nella realtà quotidiana molti fattori legati alla soggettività (del paziente e dell’operatore) influenzano la scelta del piano di trattamento. Il caso riportato di seguito rappresenta un personale tentativo di conciliare questi due approcci: Il paziente, uomo di mezza età non fumatore e con storia di pregressa parodontopatia cronica da anni ormai stabilizzata, richiede il ripristino funzionale di entrambi i settori latero posteriori mandibolari. Questi sono caratterizzati da edentulia intercalata di lunga data, associata ad atrofia ossea verticale. La situazione, pressochè simmetrica (fatta salva un’atrofia maggiore sul lato destro), viene trattata con due modalità differenti. In zona 46 - 47 il difetto osseo viene trattato facendo ricorso ad una GBR verticale con membrana in ptfe rinforzata e contestuale innesto di due impianti. In zona 36 - 37, ove la disponibilità ossea è maggiore e ritenendo vi siano condizioni meno favorevoli ad un aumento osseo, si provvede al posizionamento di due impianti, alla loro solidarizzazione mediante barra elettrosaldata e ad una provvisorizzazione immediata non funzionale. Voi come vi sareste comportati?
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Commenti
RIPOLI MAURIZIOLunedì 15 Ottobre 2012 - 10:40
Dr RIPOLI MAURIZIO :
semplicemente per chè consigliato da colleghi che ne fanno uso
io per ora ho solo usato prodoti della banca del muscolo scheletrico del Rizzoli
e non mi sono trovato male , inoltre il paziente ne ha ricavato un cospicuo risparmio
economico il che di questi tempi non guasta!
ROSSETTI PAOLODomenica 14 Ottobre 2012 - 22:44
Dr ROSSETTI PAOLO :
No Maurizio, ne avevo solamente sentito parlare in un forum americano. Sembra un prodotto interessante, almeno dal punto di vista della manipolazione. Facci sapere la tua esperienza a riguardo...come mai questa scelta?
Paolo
RIPOLI MAURIZIODomenica 14 Ottobre 2012 - 21:24
Dr RIPOLI MAURIZIO :
io o intenzione di utilizzare per il mio prossimo intervento il regenaform
per caso lo hai già provato?
ROSSETTI PAOLODomenica 14 Ottobre 2012 - 18:34
Dr ROSSETTI PAOLO :
Grazie Maurizio per l'apprezzamento.
In questo caso è stato utilizzato Puros corticale a granulonetria fine, mischiato con prf.
Buona serata.
RIPOLI MAURIZIODomenica 14 Ottobre 2012 - 17:24
Dr RIPOLI MAURIZIO :
Complimenti per il bel lavoro
però mi chiedo se hai utilizzato anche materiali di riempimento e se si quali
grazie
FORTE  FABRIZIODomenica 5 Giugno 2011 - 08:40
Dr FORTE FABRIZIO :
Non c'è niente da fare...la capacità e, direi soprattutto, la volontà didattica del Dott. Ronda non lascia dubbi. Ed io credo che i veri maestri siano coloro i quali mettono a disposizione il loro sapere senza alcuna riserva. Ed in questo lui è un vero maestro. Non mi sento di definirlo ancora "supplente"...la sua cattedra è ormai un dato di fatto.
Grazie!
RONDA MARCOSabato 4 Giugno 2011 - 10:49
Dr RONDA MARCO :
Paolo Paolo sei un fenomeno
vorrei dirti che ieri ho pescato 21 occhiate,tutto il giorno in mare con
la mia lancetta, venticello, sole e finalmente un po di tranquillita'!!!
partiamo da un concetto: che lo spazio intercalato difficilmente presenta difetti verticali importanti
per cui le gestione dei lembi, in termini di passivazione sono meno esigenti.
resta pero' il fatto che la difficolta maggiore sia da attribuirsi alla presenza di due siti
critici dove dover gestire veramente ad arte il posizionamento della membrana e la chiusura dei lembi.
personalmente il caso che tu hai mostrato e TRATTATO IM MODO INECCEPIBILE lo avrei trattato cosi':
incisione crestale e mesialmente due denti intrasuklculare e poi taglio di scarico verticale e distalmente
intrasulculare all'ultimo dente per poi proseguire distalmente in cresta per circa 1 cm e poi terminare con un taglio di scarico divergente
sulla faccia laterale della mandibola.
in questo modo hai a disposizione tessuto per ruotarlo intorno all'ultimo dente e averlo a disposixione nello
spazio intercalato, scivolando il lembo in direzione prossimale.
spero di essere riuscito a rendere l'idea, sarebbe piu semplice disegnarlo o mostrarlo.
marco (il supplente)...maestro e' uno solo!!! e tutti sappiamo chi e'!!
ROSSETTI PAOLOVenerdì 3 Giugno 2011 - 21:03
Dr ROSSETTI PAOLO :
Caro Dott. Forte,
grazie per l'apprezzamento.
Quello che ho fatto è stato riprodurre esattamente il disegno dei lembi per il trattamento delle selle libere che Il Dott. Ronda
ha già mostrato a tanti di noi. Coerentemente con quanto Marco spiega durante gli incontri nel suo studio a Genova, la presenza dell'ottavo dente ha comportato qualche difficoltà nella passivazione dei lembi.
L'impressione è che il lembo vestibolare necessitasse di scorrere mesialmente, per garantire un riposizionamento privo di tensione sopra l'innesto. Quindi mi sono limitato a trazionare il lembo mesialmente per individuare quel tessuto che si tendeva, opponendosi
all'avanzamento, e separarlo con il bisturi (internamente al lembo in prossimità dello svincolo distale). In quell'area la mucosa è così lassa che
sono riuscito comunque ad ottenere una chiusura della ferita nonostante lo scorrimento.
Rimaniamo in attesa di "colui che supplisce" per un chiarimento definitivo sulla cosa, se vorrà.
Un saluto
Paolo
FORTE  FABRIZIOVenerdì 3 Giugno 2011 - 16:49
Dr FORTE FABRIZIO :
Intanto, vorrei anch'io aggregarmi alle varie lodi che in questi casi servono se non altro a dare nuovi stimoli per il futuro. Poi, tutti noi conosciamo il tipo di accesso chirurgico eseguito dal nostro "supplente" in caso di sella edentula distale ma, in caso di sella inferiore intercalata, come vengono scolpiti i lembi di accesso sia vestibolari che linguali? Quali sono i riferimenti da adottare?
Sperando di essere stato compreso, ti ringrazio e rinnovo ancora i miei complimenti.
Grazie.
ROSSETTI PAOLOMercoledì 25 Maggio 2011 - 14:08
Dr ROSSETTI PAOLO :
Grazie, grazie, grazie, Dott. Tarquini e ancora grazie.
TARQUINI GIACOMOMercoledì 25 Maggio 2011 - 09:20
Dr TARQUINI GIACOMO :
Bello bello bello e ancora bello.
Complimenti vivissimi.
ROSSETTI PAOLOMercoledì 25 Maggio 2011 - 00:21
Dr ROSSETTI PAOLO :
Beh... Signori, per caso oggi c’è la fiera del complimento?!? Siete più lacrimevoli di un Edmondo De Amicis obnubilato dopo tre Negroni. Grazie, comunque.
Marco, da qualcuno avrò pure imparato... e siccome a te non piace sentirti appellare “maestro”, d’ora in poi ti chiamerò “supplente”.
Mi ha fatto piacere che tu abbia notato la precisione. E’ un aspetto al quale tengo molto (hai sempre l’occhio lungo!).

Alberto, se desideri imparare la tecnica dovrai rivolgerti a persona più qualificata del sottoscritto, per esempio potresti iniziare dal “supplente” di cui sopra...per il resto passa da me quando vuoi.
Un saluto.
RONDA MARCOMartedì 24 Maggio 2011 - 15:42
Dr RONDA MARCO :
caro Paolo
mi sento in DOVERE di farti i complimenti perchè l'evidenza clinica richiede ciò: uno spazio
intercalato non è semplice da esser trattato e tu lo hai fatto ad arte.
inoltre ho il PIACERE di farti i complimenti per come con tanto entusiasmo hai trasferito
le tue conoscenze alla clinica, per come hai fatto questo con tanta precisione e per la bella persona che sei!
marco
ROSSETTI ALBERTOMartedì 24 Maggio 2011 - 11:32
Dr ROSSETTI ALBERTO :
complimenti! è un bellissimo caso, ben svolto, ben documentato e, non da ultimo, ben approcciato come spieghi nell'introduzione.
ti passo a trovare, così mi insegni!

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