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Domenica, 10 Giugno 2012
Anatomia chirurgica del lembo linguale
Dr ROSSETTI PAOLO

Di seguito pubblico alcune personali osservazioni sull'anatomia chirurgica del lembo linguale con riferimento particolare alla rigenerazione ossea in implantologia. 
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Commenti
MOZZO NICOLAMartedì 10 Novembre 2015 - 07:51
Dr MOZZO NICOLA :
bravo
BISIGNANO MICHELEGiovedì 15 Ottobre 2015 - 10:51
Dr BISIGNANO MICHELE :
Grazie!
Finalmente qualcosa di chiaro!
La condivisione delle tecniche chirurgiche è appannaggio solo
dei migliori.
Complimenti Paolo!
CANNATA MAURIZIODomenica 12 Luglio 2015 - 22:19
Dr CANNATA MAURIZIO :
Ho appena trascorso due giornate con Marco Ronda. Alla luce della teoria e della pratica consistita nel trattamento di un'edentulia intercalata, i tuoi schemi (bellissimi) consentono di capire al 100% le manovre necessarie per la passivazione del lembo. Tu e Marco siete andati oltre Tinti e Benfenati, consentendo una protocollazione un tempo inimmaginabile. Complimenti!
ROSSETTI PAOLOMercoledì 19 Novembre 2014 - 15:38
Dr ROSSETTI PAOLO :
Grazie doc Di Nardo, ma sono solo un paio di buone idee avvolte in un vestitino elegante.
Ciao!
DI NARDO ANTONIOLunedì 17 Novembre 2014 - 17:42
Dr DI NARDO ANTONIO :
complimenti lectio magistralis!!
ROSSETTI PAOLOVenerdì 10 Maggio 2013 - 07:25
Dr ROSSETTI PAOLO :
Ho realizzato un video sul lembo linguale che spiega meglio il contenuto di questo post:
http://youtu.be/lVvHKuRx8x0

ROSSETTI PAOLOSabato 6 Ottobre 2012 - 17:48
Dr ROSSETTI PAOLO :
Grazie Dr Colombo per l'apprezzamento. Ma non è che adesso il timore ti è sparito completamente...Un po' di quello serve sempre!
Un saluto.
ROSSETTI PAOLOSabato 6 Ottobre 2012 - 17:16
Dr ROSSETTI PAOLO :
Dear Lim,
I usually follow the protocol that Marco Ronda taught me, with few modifications. The bone grafts for the cases shown here are allografts, cortical bone with granules of large size (1-2mm) derived from cadaver and treated so that they are dry and sterile (if I remember well Marco utilizes smaller granules). The cortical nature and the size of the granules may be of some help in maintaining the shape of the graft through time, which should represent an advantage in vertical augmentation procedures, where the healing time is considerably longer than in many other procedures. One of the drawbacks for the use of large granules is that the handling is less friendly. Packing the graft under the membrane may be a little tricky and often some granules get trapped between the implant head and the membrane, raising the membrane a little bit. Which may result in a little vertical bone overgrowth.
Yes, I use to mix the bone with prf, while Marco probably uses prgf. Prf is easier to make, faster, it does not require any blood manipulation (for legal issues) and you can make it by the use of a generic laboratory centrifuge, which is much cheaper than the ones dedicated to dentistry. A disadvantage of prf is that the granules cannot be incorporated into the gel, being prf already a firm clot since the beginning. You just cut it into pieces and mix it with the graft. So no putty-like consistence of the graft. As for the possible biological benefits related to the use of prf...Well probably it is an act of faith...
COLOMBO ANTONIOSabato 6 Ottobre 2012 - 11:50
Dr Dr.COLOMBO ANTONIO :
Bravo! La spiegazione e le immagini inserite mi hanno fatto capire molto su questo tipo di intervento che ho sempre affrontato con molto timore.....
Grazie!Grazie! Grazie!
LIM ARSENIO IISabato 6 Ottobre 2012 - 01:03
Dr LIM ARSENIO II :
Hello Dr. Paolo,

What kind of bonegraft material do you place here? Autologous? Bovine? Cadaver? Do you placed with them PRF? PDGF? BMP? If i dont use these prf, pdgf,bmp, will they still work just the same?

Dr. Arsenio
ROSSETTI PAOLOVenerdì 5 Ottobre 2012 - 21:00
Dr ROSSETTI PAOLO :
Sto preparando un seguito (più completo) a questa breve presentazione. In funzione di questo, eventuali critiche o perplessità su quanto mostrato sin ora saranno bene accette.
ROSSETTI PAOLOSabato 14 Luglio 2012 - 15:57
Dr ROSSETTI PAOLO :
Dr. Russo,
grazie. Si tratta di una mia interpretazione basata su osservazioni che ho fatto durante le mie chirurgie. C’è poca letteratura sulle fibre muscolari contenute nel lembo linguale e quello che è stato pubblicato sinora non mi ha mai convinto pienamente, da un punto di vista dell’anatomia. Quanto ho qui pubblicato vuole quindi essere una revisione critica di questo argomento e qualche piccola novità penso di averla introdotta. Chi avesse opinioni diverse a riguardo e volesse confrontarsi è molto ben accetto.
RUSSO VINCENZOSabato 23 Giugno 2012 - 07:49
Dr RUSSO.VINCENZO :
Ti ringrazio per avermi spiegato il tessuto muscolare del lembo linguale in maniera chiara, coerente ed anche plausibile.
ROSSETTI PAOLOVenerdì 15 Giugno 2012 - 02:43
Dr ROSSETTI PAOLO :
Dr. Boni,
storiella:
Dovevo affrontare un caso di gbr verticale in mandibola un po’ più impegnativo del solito. Chi, come il sottoscritto, spende più tempo con i K-file 06 nei canali mesiopalatini dei sesti superiori piuttosto che a trafficare dentro i lembi linguali, ti assicuro che i casi chirurgici se li studia molto bene prima di incominciare.
Mi avevano insegnato che il lembo linguale, se sollevato a tutto spessore sino alla linea miloioidea (tieni a mente la locuzione “a tutto spessore”), può essere coronalizzato di 10-15mm. Questa quota di passivazione è indispensabile per coprire l’innesto ed io confidavo di poterla ottenere, come già avevo fatto in passato.
Ebbene, durante l’ennesimo ossessivo “ripasso del caso” prendo in mano la tac della paziente e con sgomento faccio una terribile scoperta: la sella mandibolare era così atrofica che la distanza tra la cresta edentula e la linea miloioidea era esigua (da 3 a 7mm in zona molare). Cosa significa?!?! Se la superficie linguale della mandibola (quella da cui scolli il lembo linguale) è molto piccola, allora anche il lembo linguale sarà molto piccolo (seguendo il principio secondo il quale se sbucci un mandarino, difficilmente quella buccia sarà in grado ricoprire un’anguria). Come avrei mai potuto ottenere un’estensione di 15mm da un lembo alto non più di 7mm ? Il periostio, si sa, è poco estensibile e la mia paziente non era di certo l’Uomo Elastico e neanche un suo lontano parente. Con un lembo così piccolo sarei stato in grado di portare a termine una gbr verticale ? Mistero.
Ricorda: “a tutto spessore”.
Arriva il giorno dell’intervento. Scollo con attenzione il lembo linguale sino alla linea miloioidea (so che è lei, perchè la palpeggio con uno strumento a pallina da conservativa) ed i miei timori si concretizzano: un piccolo lembetto sbarazzino, alto poco più di mezzo centimentro nel punto migliore, mi guarda e beffardo sussurra:”Perchè non te ne stavi tranquillo a ritrattare un settimo superiore col quarto canale?”
Non mi perdo d’animo e vado a cercare quelle benedettissime fibre muscolari, la cui interruzione mi avrebbe consentito di allungare lo striminzito lembetto (così mi avevano insegnato), ultima speranza di salvare l’intervento. Le fibrette ci sono ma sono striminzite anche loro e, poverine, traspaiono timide attraverso il periostio alla base del lembo. E sono così piccole che non sarei riuscito a prenderle neanche con il microscopio.
Sto quasi per pronunciare le fatidiche parole :”Sutura! Signora...ehm... mi dispiace, non c’è niente da fare. Faremo un bello scheletrato. Ma stia tranquilla che i ganci non si vedono proprio...”, quando mi viene di fare un ultimo tentativo. Prendo lo scollaperiostio e continuo a scollare alla base del lembo, con la speranza di poter guadagnare qualcosina perfezionando lo scollamento.
Con mia grande sorpresa il lembo incomicia ad allungarsi. Ad ogni passata di prichard il tessuto si estende. Le fibre muscolari, prima piccine e appena visibili alla base del lembo, si fanno così nerborute che Schwarzenegger gli fa un baffo. Guardo il lembo, adesso una piccola vela, e con sfida gli rispondo:”Adesso dimmi un po’, chi vuoi madare a fare l’endodonzia?”.
Lui sta lì, tre volte più grande della superficie ossea da cui l’ho scollato. Come è possibile?!? Dopo qualche istante speso a cercare mentalmente di fare entrare un’anguria in un mandarino, ho capito: ti sei aperto a mezzo spessore e mi hai fatto entrare nel muscolo miloioideo. ‘Azz’! Speriamo che non succeda niente...

Quando con lo scollamento sei arrivato alla linea miloioidea, continua a scollare. Così facendo lacereraì il periostio alla base del lembo (senza quasi accorgertene) e vedrai le fibre muscolari “crescere” (esporsi) ed il lembo salire. Ora sei “a mezzo spessore”. Tieni presente che quando vedi le fibre muscolari ben rappresentate nel lembo sei sempre a mezzo spessore.
Buona notte dottor Boni.

P.s. Tieni a mente: “NON è a tutto spessore”
BONI ROBERTOGiovedì 14 Giugno 2012 - 15:23
Dr BONI ROBERTO69 :
Complimenti per il caso, le immagini sono molto belle. Come faccio a capire quando devo aprire il lembo a mezzo spessore invece che a spessore totale e come lo faccio? Grazie
ROSSETTI PAOLOMercoledì 13 Giugno 2012 - 14:21
Dr ROSSETTI PAOLO :
Con quello che mi costano i chiodini e soprattutto le vitine, stai tranquillo che viene recuperato tutto (anche a costo dell'estremo sacrificio!).
Mi riferivo, invece, ad un paio di casi di infarcimento ematico del pavimento della cavità orale con versamento nel collo (non intendo ecchimosi, intendo vere e proprie raccolte ematiche). Tutto bene alla fine, ma da allora tengo il passaporto in ordine ed un biglietto aereo sola andata tariffa flessibile per un paese extraeuropeo senza estradizione
Ho compreso così che Il periostio, se mantenuto integro, è un'ottima barriera contro la diffusione del sangue (mi dicono anche nei confronti delle infezioni, ma di questo non ho esperienza).
ANONIMOMercoledì 13 Giugno 2012 - 12:56
CIOCCI MAURIZIO :
Penso che tu ti riferisca soprattutto alla rimozione di quei chiodini "anguilla" che sono sottovalutati alla rimozione. Bisognerebbe" brevettare" un estrattore per lo scopo!
ROSSETTI PAOLOMercoledì 13 Giugno 2012 - 11:38
Dr ROSSETTI PAOLO :
Dr Ciocci,
sono pienamente d'accordo con te. Penso anche che la conoscenza anatomica dell'area ed un po' di esperienza rendona il lembo linguale approcciabile con relativa serenità.
Bisogna considerare, però, che l'esposizione delle fibre superficiali del miloiodeo, seguita o meno dal trattamento di queste fibre, comporta l'apertura del periostio alla base del lembo. In questo modo si determina una comunicazione con la loggia sottolinguale, che è uno spazio anatomico profondo comunicante con le fasce del collo. Un po' di prudenza è d'obbligo, soprattutto da parte di chi non ha un'estrazione da chirurgo maggiore. Ho rischiato di rimanerci "scottato" un paio di volte.
Grazie per l'apprezzamento.
ANONIMOMercoledì 13 Giugno 2012 - 09:30
CIOCCI MAURIZIO :
Grazie per il contributo al dettaglio anatomico di una zona delicata da trattare.Chi
si occupa di rigenerativa deve avere bene in mente la struttura nella quale porre i suoi strumenti e soprattutto quali usare.
ROSSETTI PAOLOLunedì 11 Giugno 2012 - 23:31
Dr ROSSETTI PAOLO :
Dr Vincenzo,
Grazie! Bel commento, grande sintesi. Un saluto!
ROSSETTI PAOLOLunedì 11 Giugno 2012 - 23:30
Dr ROSSETTI PAOLO :
Dear Lim,
thank you for your appreciation. This presentation focuses on the management of the lingual flap, leaving aside all the other aspects of the grafting procedure. Special relevance is given to a bundle of muscular fibers, belonging to the mylohyoid muscle, that has insertion on the periosteum of the flap. This bundle may have a role in the surgical coronal advancement of the flap, as some Italian authors have described in the past.
ROSATI VINCENZOLunedì 11 Giugno 2012 - 21:58
Dr VINCENZO :
Bravo! belle foto, spiegazioni ok, bel caso. Grazie
LIM ARSENIO IILunedì 11 Giugno 2012 - 04:57
Dr LIM ARSENIO II :
so this is how you do this amazing graft! Thanks but I will need a lot of practice to this stuff! cheers!!!

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