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Martedì, 13 Novembre 2012
GBR Verticale in mandibola posteriore con mantenimento del terzo molare
Dr ROSSETTI PAOLO

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Commenti
ROSSETTI PAOLOGiovedì 29 Novembre 2012 - 16:02
Dr ROSSETTI PAOLO :
Ero un giovane dentista allora e, inconsapevole del mondo, stavo passeggiando lungo il naviglio Martesana, appena fuori Milano. Quello era per me un giorno come tanti altri: pantaloncini corti, ginocchia sbucciate ed una candelina che scendeva dal naso. Ad un tratto ebbi una visione: una sagoma in controluce mi si avvicinò. Protettomi dal bagliore, che altro non era che il riflesso del sole sulla sua testa, riconobbi il dott. Nicolis. Mi asciugò il naso, mi mise in mano un foglietto di teflon con un’animella metallica (poi mi è arrivata la ricevuta bancaria, non vi pensate...) e, senza proferire parola alcuna, sollevò il braccio e mi indicò la via. Da allora sto camminando, pantaloni sotto il ginocchio e pacchetto di fazzoletti in tasca.
Non è andata proprio esattamente in questo modo ma è simpatico ricordarselo così.
BIOMATERIALS DE OREMercoledì 28 Novembre 2012 - 18:27
Az BIOMATERIALS DE ORE :
Dr Vespa.... visto che il caro amico dr Rossetti mi "tira nel ballo" non mi asterrò dal giro di danza. Mi presento: avevo i pantaloni corti quando ho iniziato a commercializzare Goretex e ormai pochi capelli quando ho inziato a commercializzare Cytoplast con De Ore. Mi sembra che l'ormai ampia casistica dei materiali Cytoplast in PTFE sullo stesso Osteocom si commenti da sè e non è mio compito aggiungere altro. Se guardiamo la letteratura esiste un lavoro del 1999 a nome Simion - Dalhin che in uno studio sperimentale ha comparato diversi prototipi di membane goretex con diverse porosità. I risultati migliori sono stati ottenuti con una membrana che aveva uno strato totalmente occlusivo, più del dPTFE Cytoplast. Io non sono un dentista e quindi il mio commento, oltre ad essere viziato a livello subliminale, si basa solo su quello che vedo, leggo e ascolto. Se la scelta della griglia è motivata dal comprensibile desiderio di ridurre le conseguenze di una possible esposizione, il dr Rossetti ha in parte risposto. Potrei aggungere che c'è un lavoro di Barber del 2007 con membrane Cytoplast in dPTFE esposte in GBR (non postestrattivi) che mi sembra carino e ci sono dei clinici Italiani e Giapponesi che stanno approfondendo questo argomento. Tuttavia meglio sempre essere "classici" e cercaredi evitare le esposizioni. Comunque De Ore distribuisce anche delle griglie in titanio dello spessore di 0,2 mm (gli altri spessori li abbiamo tolti perchè ci hanno detto che non andavano bene come lo 0,2 mm). Last but not least ..... le membrane si espongono? Organizziamo diversi corsi per ridurre questa eventualità. Il dr Rossetti l'ho conosciuto in quelle circostanze e all'epoca aveva i pantaloni corti (in fatto di rigenerazione) ... e si era anche sbucciato le ginocchia. Adesso, nel giro di circa due anni, è un champion. Buon lavoro e molti mm di rigenerazione, Andrea

PS: che sia griglia o PTFE, chiuda con un filo Cytoplast! :-)
KELLY GENNINEMercoledì 28 Novembre 2012 - 17:34
Rap KELLY GENNINE :
Dear Dr. Rossetti Paolo,
I am writing to you from Osteohealth, the exclusive distributor of Equimatrix in North America and are launching the product through distribution partners in Europe as well. We are very interested in the work that you have done with Equimatrix so far and would like to see if you would be interested in submitting some of your cases for marketing and promotional use. Could you please contact me at your earliest convenience at gkelly@osteohealth.com. Thank you and best regards. Gennine Kelly
ROSSETTI PAOLODomenica 25 Novembre 2012 - 21:42
Dr ROSSETTI PAOLO :
Dario,
con ordine:
Rosetta “random”. Quella che capita, scelta con “l’occhiometro” tra quelle da conservativa. Quella usata in questo intervento dovrebbe essere di diametro 1-1,2mm. Mi sembra una buona dimensione. Più grande di così e la resa fotografica non mi soddisfa (ognuno ha le proprie fisse). Troppo piccola e passi la giornata a forare la corticale. La monto su un contrangolo ad anello blu della faretra. Allago il campo operatorio di fisiologica e procedo in subacquea. Tempo di esecuzione: un minuto. In mandibola anteriore e nel mascellare superiore “l’allagamento” non è possibile e vengo assistito con irrigazione esterna.
Preferisco i pin anche se per questo caso ho utilizzato 4 viti. Non ti dico il perchè, altrimenti faccio una brutta figura. Devo dire che la vite è più apprezzata dal paziente, soprattutto nel mascellare superiore. Hanno comunque entrambi vantaggi e svantaggi.
Non ho esperienza di mesh in titanio. Però recentemente D’Avenia ha pubblicato un bellissimo caso qui su Osteocom con una griglia. Potresti chiedere a lui.
Le membrane Cytoplast non mi hanno mai tradito e mi pare che siano le uniche membrane in PTFE rinforzato disponibili in Italia. Rispetto alle Gore sembra che tollerino meglio le piccole esposizioni. Un certo dott. Nicolis potrebbe darti alcune “disinteressate” informazioni a riguardo...
Ciao.
VESPA DARIOSabato 24 Novembre 2012 - 09:13
Dr VESPA DARIO :
Non avendo una chirurgia altrettanto elegante devo compensare

Vistp che sei così disponibile ti tempesto di un saco di altre domande... mi scuserai.

che rosetta hai usato per cruentare l'osso? io abitualmente ne uso una moooolto piccola e mi ritrovo a dover fare 18000 forellini con una perdita di tempo incredibile.

abitualmente la membrana la fissi con pin o viti?

hai mai provato le griglie in titanio? se si con che tipo di membrana le ricopri?

devo fare un intervento molto simile a dicembre e volevo provare una griglia, di solito usavo le membrane in gore rinforzate, ma non le fanno più, ho comunque in casa una cytoplast che ne pensi?

buon week end
Dario
ROSSETTI PAOLOVenerdì 23 Novembre 2012 - 23:29
Dr ROSSETTI PAOLO :
Grazie Dario.
No, non ho programmato alcun innesto. La gengiva cheratinizzata non è assente ma solamente poca. Anch’io, quando ho incominciato con questa chirurgia, manifestavo le stesse perplessità se vedevo gli impianti affidati ad uno spessore di tessuto cheratinizzato così esiguo. Perchè normalmente mi piace vederne molto. Devo ammettere che con il tempo mi sono (almeno in parte) ricreduto perchè ho constatato che la compattezza/ fibrosità del tessuto molle periimplantare, che molto spesso si ottiene in seguito a questo tipo di interventi, generalmente supera le aspettative. Tratti transmucosi alti, spessi e fibrotici che non vengono mossi dalla trazione muscolare della guancia. Abutment provvisori che dopo la rimozione della vite passante si rimuovono quasi a fatica, tanto sono “incarcerati” dal tessuto molle...
Bada bene che ho detto “molto spesso”, perchè ho in giro un paio di impianti con tessuto insufficiente, sui quali dovrò porre rimedio (e farlo a posteriori è più difficile).
Penso che la cosa sia attribuibile all’esito cicatriziale sul margine dei lembi in seguito alla particolare tecnica di sutura (con estroflessione dei margini).
Per quanto riguarda la prognosi nel lungo periodo degli impianti così trattati (o maltrattati), caro Dario, dovrai rivolgere questa domanda a qualcuno che abbia una “anzianità di servizio” maggiore della mia. Sarebbe interessante se un tale pescatore genovese, con l’hobby della gbr e la passione per il teflon, appendesse per qualche minuto la lenza al chiodo e volesse renderci partecipi della propria esperienza a riguardo... Io ho imparato (bene o male si vedrà) da lui.
Per finire: aggiungere connettivo? L’idea è ottima. Forse il momento migliore è farlo tre mesi prima dell’intervento con un innesto libero epitelio-connettivale. Però...però...però...
Buona notte.

A proposito...lasciatelo dire...sei il dentista più elegante di Osteocom.
VESPA DARIOVenerdì 23 Novembre 2012 - 20:38
Dr VESPA DARIO :
Innanzitutto volevo farti i complimenti per il risultato e la performance chirurgica... Ma avrei un dubbio da sottoporti...l'osso è perfettamente innestato,gli impianti sono integrati,tuttavia per migliorare la mantenibilità da parte del paziente,hai programmato un innesto di tessuto cheratinizzato? Il classico lembo libero? Se si,come mai lo effettui secondariamente all'intervento di rialzo e se no,come affronti la mancanza di gengiva aderente. Grazie e complimenti ancora.
Dario
ROSSETTI PAOLOMartedì 20 Novembre 2012 - 18:43
Dr ROSSETTI PAOLO :
Gentile dott. Nicolis,
Come detto in altra sede, il sostituto osseo utilizzato per questo caso è stato Equimatrix, granulato d'osso eterologo (mi pare di tacchino), addizionato con PRF.
Mi ero un tempo ripromesso di utilizzare nei rialzi di cresta verticali solamente osso omologo, poi il destino mi ha portato all'uso dell'eterologo.
Mi ha stupito in questo caso l'aspetto compatto dell'osso neo-formato visibile mesialmente e vestibolarmente al primo impianto, laddove (accidentalmente) ho rimosso una piccola area di "pseudo-periostio". Sembra corticale e non sono visibili granuli in superficie a 6 mesi dall'intervento. Questo aspetto si nota meglio nel video, se impostato alla massima risoluzione (HD 720 punti).
Saluti.
BIOMATERIALS DE OREMartedì 20 Novembre 2012 - 15:58
Az BIOMATERIALS DE ORE :
... la domanda (retorica per De Ore) è: quale xenoraft è stato usato in questo caso così ben riuscito?
ROSSETTI PAOLOLunedì 19 Novembre 2012 - 17:03
Dr ROSSETTI PAOLO :
Simone,
L'area scura che vedi distalmente al 35 è una piccola otturazione in amalgama parzialmente nascosta da un rialzo occlusale in resina composita. Il paziente, infatti, aveva subito una riabilitazione gnatologica, proprio in preparazione alla riabilitazione implanto-protesica. Se guardi con attenzione puoi notare un simile trattamento sul 34 ed anche sul terzo molare.
Sono state proprio alcune considerazioni gnatologiche a spingermi a mantenere il terzo molare, cosa che è generalmente sconsigliata dagli esperti di gbr quando si intenda eseguire una verticale in mandibola. E' questo, forse, l'aspetto più interessante del caso.
Ciao.
P.S. Inserire tasselli ad espansione nei muri è una cosa dannatamente seria. Richiede competenza ed esperienza, soprattutto se il muro è in laterizio. Parola di chi ne ha inseriti migliaia.
GORINI SIMONELunedì 19 Novembre 2012 - 08:19
Dr GORINI SIMONE :
Grazie Paolo per la risposta. Concordiamo perfettamente che prima di iniziare interventi chirurgici di un certo spessore il paziente deve prima aver curato eventuali carie o problemi parodontali. Facendo il collaboratore e non occupandomi ancora attivamente di chirurgia implantare, vedo che molte volte il paziente è trattato un pò come un muro.. al posto di mettere i fischer si mettono impianti.. ma la sostanza non cambia. Pur essendo giovane ho chiaro che il paziente deve essere sensibilizzato e motivato a mantenere con una corretta igiene orale, i restauri che con tanta attenzione noi cerchiamo di eseguire.
Tornando al tuo caso di GBR, ma quella macchia scura distale al 35 cosa è? Un'amalgama?
Grazie e buon lavoro. Molto belle le immagini del tuo sito. Complimenti!
ROSSETTI PAOLOVenerdì 16 Novembre 2012 - 22:47
Dr ROSSETTI PAOLO :
Dott. Sandrono, grazie. Massimiliano, anche a te. Mi toccherà mandarvi i cioccolatini per Natale.
Caro Simone, adesso veniamo a te. Ritengo che non vi sia alcuna patologia cariosa a carico degli elementi 34 e 35, contrariamente a quanto tu hai rilevato. Mi piacerebbe quindi conoscere in base a quali osservazioni hai posto diagnosi di carie. Concordo comunque sul fatto che questa chirurgia debba essere fatta su pazienti che abbiano ricevuto tutti i trattamenti di base.

Colgo l’occasione per condividere una esperienza “cariologica” curiosa legata a questo caso e che mi ha dato da pensare.
In effetti esisteva una piccola lesione cariosa, sviluppatasi sul colletto distale del 35 qualche settimana prima della chirurgia. La lesione era in fase iniziale e assolutamente non rilevabile in fotografia. Si trattava di una di quelle lesioni radicolari che si manifestano con il rammollimento di un’area della radice, senza formazione di cavitazioni.
Ho provveduto a courettare la lesione la settimana prima della chirurgia per asportare il sottile strato di dentina rammollito. Puoi intravvedere l’esito di questo intervento se confronti la foto 1 (pre-operatoria) con la foto 4 (impianti in situ), dove si nota che la radice del 35 è leggermente assottigliata. L’intervento ha avuto successo: a 6 mesi dalla chirurgia l’attacco parodontale distale al 35 risulta migrato coronalmente (vedi foto 12: prima e dopo tessuti molli), ricoprendo così la superficie radicolare courettata. E’ risaputo, infatti, che non si ottiene un attacco parodontale sulla carie.
Questo tipo di carie sono soggette a frequenti recidive e spesso le otturazioni in queste zone hanno efficacia limitata. Mi ha confortato il fatto di avere ottenuto il sigillo della superficie radicolare trattata per mezzo di un nuovo attacco parodontale. Per la serie “curiamo le carie con la chirurgia mucogengivale”.

Infine, Simone, ho una buona esperienza in conservativa, sicuramente maggiore che in gbr. Mi piacerebbe un tuo parere su una breve presentazione che utilizzo per spiegare ai pazienti la carie secondaria.
http://www.paolorossettimilano.it/Paolo_Rossetti_Milano/Infiltrazione.html

Rimango in attesa di una tua risposta.
Paolo
SANDRONO PIETROVenerdì 16 Novembre 2012 - 14:45
Dr SANDRONO PIETRO :
complimenti!!
GORINI SIMONEVenerdì 16 Novembre 2012 - 14:24
Dr GORINI SIMONE :
Non era forse utile prima di fare questo intervento andare a curare le carie su 34-35?
Una semplice domanda con uno sguardo da conservatore..
LANZA MASSIMILIANOGiovedì 15 Novembre 2012 - 19:49
Dr LANZA MASSIMILIANO :
Perdonato, uno capace di tanto non può che essere perdonato.

Ciao.
ROSSETTI PAOLOMercoledì 14 Novembre 2012 - 22:46
Dr ROSSETTI PAOLO :
Errata corrige: Nella quinta foto il sostituto osseo viene definito "allograft", cioé osso omologo (umano). In realtà per questo caso é stato utilizzato osso eterologo (xenograft). Scusate. E' l'età.

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