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Mercoledì, 15 Gennaio 2014
Le tecnologie digitali sono realmente utili nell’implantologia protesicamente guidata?
Dr GUIDA LUIGI

Il caso clinico descritto vuole essere un esempio di come le tecnologie digitali oggi disponibili offrano un valido ausilio in ogni fase del trattamento implanto-protesico, dalla visualizzazione tridimensionale preoperatoria della morfologia ossea del sito implantare, alla pianificazione e successiva effettuazione dell’inserimento implantare protesicamente guidato, fino alla realizzazione CAD-CAM della componentistica protesica. Le tecnologie digitali inoltre contribuiscono a migliorare l’efficacia dell’informazione che l’odontoiatra deve fornire al paziente sulla propria condizione clinica e sul trattamento di cui necessita.
 
Il caso clinico riguarda una paziente di 35 anni in buono stato di salute generale con edentulia in sede 1.2 dovuta al fallimento di una pregressa terapia implanto-protesica.
L’esame TC ha consentito di evidenziare un grave deficit dei tessuti duri. La possibilità di visualizzare tridimensionalmente l’anatomia del difetto osseo mediante software dedicato, è stata di aiuto nella pianificazione del trattamento chirurgico ricostruttivo e nell’illustrare alla paziente la sua condizione clinica.
Il deficit osseo è stato corretto mediante una miscela di particolato osseo autologo ed osso bovino deproteinizzato ricoperta da una membrana riassorbibile in collagene.

A 8 mesi dalla terapia chirurgica, la visualizzazione tridimensionale delle strutture ossee, ottenuta a partire dall’esame tomografico digitale, ha consentito di verificare il buon esito dell’intervento chirurgico ricostruttivo e di programmare l’inserimento implantare protesicamente guidato mediante software dedicato.
La programmazione virtuale del trattamento ha reso possibile mostrare al paziente il ripristino del volume osseo e informarlo sulla modalità di riabiltazione implanto-protesica programmata. Tale programmazione digitale ha consentito  inoltre di realizzare una dima chirurgica che ha guidato l’inserimento implantare nella sua posizione ideale a cui è stato associato un innesto perimplantare di osso bovino deproteinizzato in sede vestibolare.
Dopo l’esposizione della fixture è stata eseguita una corona provvisoria avvitata che ha consentito di condizionare al meglio i tessuti molli perimplantari.

Mediante tecnologia CAD/CAM sono stati realizzati un abutment personalizzato in zirconia ed una corona protesica in zirconia/ceramica.
A distanza di 5 anni dalla finalizzazione protesica si evidenzia la completa integrazione funzionale ed estetica del manufatto protesico e la stabilità dei tessuti duri e molli perimplantari.

Prof. Luigi Guida (Professore Ordinario, Responsabile Unità Operativa Complessa di Implantologia della Seconda Università di Napoli (SUN)
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Commenti
ROSSETTI PAOLOVenerdì 17 Gennaio 2014 - 21:19
Dr ROSSETTI PAOLO :
Splendido caso. Chirurgia guidata a parte, ho apprezzato:
l'assenza di cicatrici ed il mantenimento delle papille, cose non scontate dopo una gbr (almeno nelle mie mani). Hai voglia di condividere qualche accorgimento tecnico a riguardo? Grazie.
Franco senti, si chiama Guida... se non piace a lui la guidata, a chi altri!
"Aspetto relazionale" carina questa.
GUIDA LUIGIVenerdì 17 Gennaio 2014 - 09:25
Dr GUIDA LUIGI :
Grazie per i complimenti e soprattutto per la domanda molto pertinente e interessante che consente di effettuare ulteriori considerazioni.
Il caso clinico presentato, con le relative implicazioni funzionali ed estetiche, rientra in quei casi che possono capitare tutti i giorni all’osservazione degli odontoiatri non solo di quelli più esperti, ma anche di quelli dotati di minore esperienza in questo settore. La modalità di approccio diagnostico e terapeutico adottata, basata sull’uso delle tecnologie digitali, consente di trasferire le considerazioni che ne scaturiscono sia al trattamento dei casi più complessi che di quelli più semplici anche da parte di colleghi che compiono i primi passi nell’ambito dell’implantologia.
Ritengo che le tecnolgie digitali siano di sicuro aiuto nella programmazione del caso e nella comunicazione con il paziente.
Nell’esecuzione della terapia chirurgica, le tecnologie digitali rappresentano una delle metodiche per farla diventare meno operatore-dipendente e quindi aiutare soprattutto chi compie i primi passi, ad evitare errori di posizionamento implantare. Esse consentono di realizzare una guida utile soprattutto nei casi di maggiore complessità per mirare a ridurre le complicanze legate alla chirurgia implantare. Possono consentire inoltre di ridurre l’invasività del trattamento nei casi in cui si programma una chirurgia flapless.
Per quanto concerne la terapia protesica, le tecnologie digitali rappresentano un ulteriore importante opzione, mediante le metodiche CAD-CAM, per la realizzazione di abutment personalizzati e di riabilitazioni protesiche finalizzate al ripristino funzionale ed estetico.
WEISZ FRANCOGiovedì 16 Gennaio 2014 - 13:52
Dr WEISZ FRANCO :
Intanto complimenti per la evidente bellezza del caso e per l'accuratissima iconografia.Resta in piedi la domanda di partenza:è realmente utile la guida di un software dedicato nell'esecuzione di un caso come questo al di là dell'aspetto relazionale col paziente?

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