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Mercoledì, 29 Gennaio 2014
Riabilitazione implanto-protesica in zona ad alta valenza estetica mediante utilizzo di narrow implant e tecnologie digitali CAD/CAM
Dr SALIERNO ANTONIO

Salierno A.*, Grulliero S., Pepe A., Vitiello A.

Il seguente lavoro descrive un caso clinico di perdita precoce di un elemento dentario in zona ad alta valenza estetica, risolto mediante riabilitazione implanto-protesica con l'ausilio di un impianto di diametro ridotto e successiva finalizzazione protesica avvenuta con l'utilizzo di moderne Tecnologie Digitali CAD/CAM.

Il paziente (anni 30, sesso M, non affetto da  malattie sistemiche e non fumatore) è giunto alla nostra osservazione per l'estrusione traumatica dell'elemento 1.2 avvenuta a seguito di incidente stradale.
Il piano di trattamento ha previsto: motivazione all’igiene orale, detartrasi, sondaggio parodontale, levigatura radicolare, avulsione dell’elemento 1.2 non più recuperabile e successiva sostituzione mediante riabilitazione implanto- protesica, nonché terapia ortodontica e valutazione endo-parodontale dell’elemento 1.1 che è stato sottoposto a terapia endodontica. A distanza di sei mesi, ottenuto un adeguato riallineamento ortodontico, è stata eseguita la TC DENTA SCAN, la quale ha messo in evidenza un volume osseo che consentiva l’inserimento di un narrow implant di 3.0 mm di diametro e 11 mm di altezza con healing abutment per impianto da 3,0 mm. 

Il decorso clinico post-operatorio è stato caratterizzato dalla completa assenza di complicanze sistemiche e/o locali. Il paziente è stato sottoposto a controlli mensili che hanno evidenziato, oltre ad un buon mantenimento dei livelli di igiene orale, l’assenza di segni e sintomi di infiammazione. A distanza di due mesi si è proceduto al rilievo dell'impronta  che, contestualmente alla rimozione dei presidi ortodontici,  ha consentito l'inserimento di un elemento provvisorio in resina acrilica sostenuto da un temporary abutment per impianto da 3,0 mm, ottenendo così un adeguato condizionamento e stabilità dei tessuti perimplantari per poi  procedere alla finalizzazione protesica mediante la realizzazione di un abutment in titanio nitrurato e di una corona protesica in zirconia/ceramica individualizzate mediante tecnologia CAD/CAM. 

Il valido risultato, ottenuto sia da un punto di vista estetico che funzionale, è derivato dalle sinergie ottenute grazie ad un approccio multidisciplare ortodontico-chirurgico ed alle innovative tecnologie CAD/CAM.
In conclusione, nonostante sia spesso possibile ottenere pregevoli risultati attraverso l’utilizzo di metodiche tradizionali, bisogna riconoscere come l’introduzione di metodiche CAD/CAM abbia fornito al clinico uno strumento estremamente valido tuttavia senza esimerlo da un’attenta progettazione e finalizzazione di tutto il piano di trattamento implantoprotesico.

*Dott. Antonio Salierno Private Practis in Torre Annunziata (Na), Via C. Poerio 11,  c.a.p.80058
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Commenti
SALIERNO ANTONIOLunedì 10 Febbraio 2014 - 23:21
Dr SALIERNO ANTONIO :
Caro Collega Weisz,
Grazie per i complimenti e soprattutto per le domande molto pertinenti, che mi permettono, infatti, di eseguire altre osservazioni.
In merito alla tua prima domanda ritengo sia utile specificarti che il caso clinico presentato, con le relative conseguenze sia funzionali che estetiche e considerando il notevole deficit osseo in sede 1.2 ed in sede 1.1 come si evidenzia nella rx eseguita alla base-line, ha visto nell’utilizzo delle tecnologie digitali un valido ausilio sia in fase preoperatoria, sia in fase riabilitativa. Tali tecnologie hanno permesso, infatti, la visualizzazione tridimensionale della morfologia ossea del sito implantare, consentendo un’ adeguata pianificazione operativa ed il successivo inserimento di un narrow implant 3.0*11 Astra Tech Dentsplay mediante chirurgia tradizionale “open flap” minimamente esteso, senza tagli di scarico, con l’aiuto di una dima chirurgica eseguita dall’odontotecnico sulla base della ceratura diagnostica; metodica, quest’ultima, così eseguita poiché per il particolare diametro dell’impianto, “3.0 mm”, il sistema di implantologia guidata " facilitate dentsplay", non prevede il mounter dedicato.
Le tecnologie digitali sono poi state di supporto anche per la realizzazione CAD-CAM della componentistica protesica che ha consentito di ottenere un abutment personalizzato in titanio nitrurato ed una corona protesica in zirconia/ceramica, allo scopo di riprodurre fedelmente la morfologia dell'elemento provvisorio in resina acrilica e quindi mantenere l' adeguata stabilità dei tessuti perimplantari ottenuta con l'elemento provvisorio.

Per quanto concerne la tua osservazione relativa alla presenza di una lieve recessione della papilla interdentale tra 1.1 e 1.2, ritengo che non sia dovuta all’utilizzo della succitata tecnica chirurgica ma sia dovuta al notevole riassorbimento del picco osseo interdentale già persistente alla base-line ed in parte risolto mediante l’approccio multidisciplinare, parodontale ortodontico ed endodontico, che ha portato al recupero dell’elemento 1.1, anch’esso molto compromesso.

Ringraziandoti ulteriormente, nella speranza di aver chiarito i Tuoi dubbi, Ti porgo i miei cari saluti.

Ciao

Antonio
WEISZ FRANCOSabato 8 Febbraio 2014 - 16:30
Dr WEISZ FRANCO :
Caro Antonio,complimenti per il coraggio con cui hai affrontato e risolto un caso difficile trasformando un'emergenza in una situazione funzionale ed esteticamente buona.Mi permetto,visto che si parla di tecnologie digitali(ma esistono ormai da circa 15 anni !)di chiederti perché non hai usato quella che ti avrebbe consentito di eseguire una chirurgia flapless(nobelgude,navigator,simplant etc.)evitando,forse, l'unico neo che è presente nella finalizzazione del tuo caso e cioè la recessione distomarginale sull'11.
Eppure dalla ricostruzione 3d cone beam si vedeva chiaramente la perdita di tessuto osseo su quel versante dell'incisivo.
Naturalmente è un commento esclusivamente tecnico che nulla ha a che vedere con il grado di soddisfazione del paziente
ROSSETTI PAOLOVenerdì 7 Febbraio 2014 - 01:04
Dr ROSSETTI PAOLO :
Vedi Antonio,
La questione di fondo, a mio avviso, non è se cambiare o meno, ma come farlo.
Sono convinto che il digitale entrerà prepotentemente nella nostra disciplina.
L'impressione tuttavia è che sia diffusa la tendenza ad innovare a tutti i costi, come se l'innovazione tecnologica fosse un obiettivo piuttosto che un mezzo. Mentre il mezzo da utilizzare dovrebbe essere quello che meglio risponde a requisiti di efficacia ed efficienza.
Credimi se ti dico che la mia resistenza al cambiamento è frutto di uno sforzo critico (giusto o sbagliato che sia) che mi costa fatica, piuttosto che di pigrizia. "Keep it simple" diceva qualcuno. La mia storiella voleva significare questo.
Il tuo caso rimane un bel caso.

Paolo, private practiCE, somewhere.
SALIERNO ANTONIOGiovedì 6 Febbraio 2014 - 20:56
Dr SALIERNO ANTONIO :
Caro collega Rossetti,
voglio, innanzitutto, ringraziarti per i complimenti, incipit del tuo assai singolare e prolungato commento al mio case report –l’inglese, come leggi, imperversa-, e per il tempo che hai voluto dedicarmi. Non voglio, però, limitarmi ai ringraziamenti, poiché tanto tuo impegno nel commentare non può cadere nell’indifferenza e va ricambiato.
Una prima veloce lettura del tuo scritto mi ha lasciato perplesso. Mi è sembrato di cogliere un ingiustificabile ed inadeguato sarcasmo.
Una rilettura più attenta delle tue “riflessioni” ha confermato, poi, la prima impressione.
Sorvolo, allora, sulle metodiche utilizzate e non mi dilungo su compassi, gonimetri e semmenzelle. Ma, voglio soffermarmi semplicemente e brevemente sulle immagini che “la tua resistenza mentale al cambiamento” ha evocato. Immediatamente, mi sono venuti in mente quegli antichi strumenti della misurazione del tempo -meridiane, gnomoni e clessidre“, che, non essendo di legno, poco sarebbero piaciuti al tuo falegname, Gino… e, che, per fortuna –superando le resistenze dei poco inclini ai cambiamenti- hanno lasciato il posto a strumenti più moderni, pratici, comodi e precisi... uno dei quali, al mio polso, mi ricorda che… è più tardi di quanto pensassi!
Ciao
ROSSETTI PAOLODomenica 2 Febbraio 2014 - 23:37
Dr ROSSETTI PAOLO :
Bel caso, proprio ben riuscito. Complimenti. E te lo dico con ammirazione per come hai gestito il workflow (visto che l'inglese e' di casa qui su Osteocom).
I tempi stanno proprio cambiando e non ti nascondo qualche mia resistenza mentale (del tutto ingiustificata sicuramente) al cambiamento. E per questo vorrei condividere qualche riflessione sulla cosa, certo che uno del tuo spessore non se la prenderà.

"Dottore, mi mette il dente?"
"Ok."
Prendi il paz, lo irradi con gli X tutto intorno e gli fai un miliardo di dosimetrie. Le metti insieme con una calcolatrice potentissima (perchè con compasso e gonimetro ci metteresti 56 anni a tempo pieno)  e ottieni l'immagine 3d. Tagli la fettina che ti serve e scopri che lì dentro una vitina tipo da legno ci può stare. Gino, Il mio falegname, ci  avrebbe messo un secondo a capirlo ma c'è da dire che lui ha solo il diploma di perito e per giunta  preso alle serali: certe cose non le può di certo comprendere.
Che fare adesso? Clicchi sull'inerme topolino e in un battibaleno il tuo disegnino viene scomposto in 18 mila miliardi di scossette elettriche, cavalca 4000 km di doppino telefonico, passa per Roma, Pinerolo e Istambul, per arrivare infine dall'altra parte del quartiere. Qui dialoga con un'altra calcolatrice la quale convince un ceppo di fresette motorizzate a scolpire dal pieno la tua mascherina. Un moderno Michelangelo.
Il pezzettino di resina passa poi nelle mani del pony express, che essendo un ragazzo avveduto, decide per la circonvallazione, perché a passare da Pinerolo e Istambul per 4 euro e 50 iva compresa non vale proprio la pena.
Arriva il giorno X, incastri la mascherina in bocca ed un forellino ti dice dove devi bucare, perché nonostante la laurea, il Phd, il canino ed il centrale accanto ed i 18mm di spessore di cresta, ti mancano i riferimenti. Papa Ratzinger lo avrebbe definito "il dominio del relativismo". E a ben pensarci poi però si è anche dimesso.
Tutto bene alla fine, non ha neanche gonfiato. Mica quei casini che fa il Rossetti con i lividi fino all'ombelico...Ahhh la guidata!  (Sarei propenso a pensare invece: ah che pirla il Rossetti!!! Ma chi glielo fa fare a scollare così la gente?!).
Ma pensi che sia finita?  Per niente proprio. E il moncone dove lo metti? Ah già... e ancora disegnini che girano nei monitor e su e giù per Roma, Pinerolo e Amsterdam. Istambul no questa volta perché il server è in manutenzione. E poi ancora il pony, ma la circonvallazione oggi meglio di no, che ci sono quelli delle quote latte.
Finalmente arriva il moncone, uguale uguale al disegnino.
Abbiamo finito? Ma stai scherzando?! E la corona non la vuoi fare? Ah, cavolo, quasi me ne scordavo! E su e giù,  Pinerolo,  Stoccolma, circonvallazione (adesso libera) e disegnini...
Il risultato alla fine però ripaga la fatica. Tu sei contento, Il paziente anche di più. Mentre stai per congedare il paziente incroci Gino, che è passato in studio per regolarti la mensola vicino al Cone Beam, che pende da un lato. Tutti sorridono ma ad un certo punto Gino esclama:"Doc! Ma quel dente pende a sinistra!" - "Ma che dici, Gi' !?!" - "Vedi" -e mette una barra di alluminio sotto il naso del paziente- "la livella non mente mai!".
Azz'...Disfi tutto e ricominci: e disegnini, pony, Pinerolo, Stoccolma, Ist...

Ciao
CASCONE ANGELINAVenerdì 31 Gennaio 2014 - 00:05
Dr Angela Cascone :
Cos’è che fa la differenza e rende "brillante", oltre che interessante, questo tuo case report?
Ma è ovvio, maestro... passione e talento!
AVELLA  CIROGiovedì 30 Gennaio 2014 - 21:11
Rap AVELLA CIRO :
Bel lavoro!! Grande professionalità!!
GUSMINI FRANCESCOGiovedì 30 Gennaio 2014 - 19:23
Az GUSMINI FRANCESCO :
complimenti, gran bel caso, con assolute indicazioni ai materiali che hai usato.
Francesco
MARANO GIUSEPPEGiovedì 30 Gennaio 2014 - 14:45
Ass MARANO GIUSEPPE :
GRAZIE INFINITE PER AVER RIDATO IL SORRISO A MIO FRATELLO

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