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Sabato, 14 Novembre 2009
RIGENERAZIONE OSSEA VERTICALE con tecnica: GBR (Guide Bone Regeneration)
Dr RONDA MARCO

Il posizionamento di impianti osteointegrati oggi è maggiormente guidato dalle esigenze protesiche (funzionali ed estetiche), piuttosto che dalla quantità e morfologia dell’osso.
 L’inserimento di un impianto protesicamente guidato consente quindi di ottenere un soddisfacente profilo del restauro definitivo, di rispettare una corretta ampiezza biologica e di ottenere assialità tra impianto e corona.
Per poter posizionare impianti dentali nelle regioni posteriori atrofiche della mandibola sono state proposte molteplici tecniche: trasposizione del nervo alveolare inferiore, innesti a blocco di osso autologo o omologo, osteodistrazione, tecnica a sandwich e la sempre tanto chiacchierata e discussa GBR.
La tecnica GBR è stata proposta alla comunità scientifica circa 20 anni fa; allora vi era contrasto tra i risultati clinici soddisfacenti e la poca predicibilità chirurgica. L’evoluzione della tecnica, dei materiali, dei sistemi barriera e non ultima di un’ottimale gestione dei lembi, hanno permesso ad oggi di far della GBR (guide bone rigeneration) una delle tecniche rigenerative più predicibili e a bassa morbilità. Ciò ha consentito di estendere le indicazioni all’uso degli impianti dentali osteointegrati, anche in pazienti con condizioni ossee sfavorevoli.

Il meccanismo biologico per il quale si ottiene rigenerazione ossea al di sotto di una membrana è strettamente legato alla formazione, alla protezione, e alla maturazione del coagulo ematico.
 La maturazione del coagulo richiede diversi mesi, durante i quali nulla deve disturbare i processi biologici; in questo modo si ha assoluta predicibilità del risultato.

Nel caso proposto si può evidenziare come un difetto osseo verticale importante possa essere gestito in una sola seduta chirurgica, con un solo sito chirurgico (nessun sito donatore) e con una morbilità post-chirurgica molto ridotta
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Commenti
GHIRETTI ROBERTODomenica 2 Aprile 2017 - 22:40
Dr GHIRETTI ROBERTO :
Ciao Marco, grazie per la veloce e compendiosa risposta a tutto quanto ti ho scritto. Fondamentalmente mi trovi assolutamente concorde su quanto hai sottolineato. Le prime lezioni di chirurgia plastica ricostruttiva che mi hanno dato i miei maestri sono che non bisogna mai avere tensioni sui lembi al termine della ricostruzione e ricordiamoci che, volenti o nolenti, la chirurgia plastica ricostruttiva è la maestra di tutte le chirurgie. Fanno bene gli ortopedici a considerare la scatola biologica ed il concetto del diamante, ma loro non hanno le problematiche che abbiamo noi in fatto di contaminazione e di perimetri operatori angusti. Hai ragione anche sui materiali da innestare, ma guarda che non ho accennato a xenoinnesti che considero validi solo in determinate conzioni a riempimento di perdite di sostranza a piú pareti come ad esempio in certi alveoli postestrattivi. Ho sempre considerato validi materiali riassorbibili completamente in accordo con quanto la natura ci insegna nei suoi processi di guarigione. Per i derivati piastrinici concordo ancora una volta. Sono 15 anni che li uso in varie forme (dal PRP al PRF al PGF) e la “sensazione” è che possano essere utili, ma si tratta sempre di sensazione perché, come tu hai sottolineato, non ci sono dati in letteratura che ci possano dare certezze. Mi sono chiesto, dato che li uso normalmente dopo le estrazioni, come poter dimostrare la loro efficienza e mi sono detto: “io sono il piú furbo del mondo, ho a fianco una CBCT e posso tranquillamente valutare prima e dopo l`estrazione quanto osso mi rimane con e senza il PGF”. L`amara considerazione è che non sono il piú furbo del mondo perché non esistono parametri di riferimento per analizzare prima e dopo il rimodellamento dell`alveolo. Ne ho parlato anche con Leonardo Trombelli ed anche lui è dello stesso parere. Lui suggerire di applicare su mascherine piccole sfere radiopache prima e dopo le estrazioni per valutare nel tempo le variazioni dimensionali. Potrebbe essere una soluzione, ma effettivamente abbastanza difficile da praticare. Forse un`analisi volumetrica di un settore abbastanza ampio oltre la zona di intervento prima dell`estrazione, immediatamente dopo e a distanza di qualche mese potrebbe dare risultati attendibili, ma ti assicuro che delimitare con precisione una zona 3D non è assolutamente facile e priva di possibili critiche. Per le immagini degli interventi da inserire francamente non conosco i limiti che offre Osteocom, ma penso che un`analisi 3D al giorno d`oggi sia comunque la base oggettiva del nostro lavoro. Per le diminuzioni volumetriche a distanza di tempo conosco questi dati, ma sicuramente hai stuzzicato la mia curiositá ed andró a rivedere i miei casi per vedere, CBCT alla mano, cosa ho ottenuto. E, siccome sono il piú furbo del mondo…..Un abbraccio, Roberto
RONDA MARCODomenica 2 Aprile 2017 - 21:51
Dr RONDA MARCO :
Cio Roberto
ti ringrazio per il tuo contributo che come altri alimenta riflessioni e da spazio a punti di vista differenti.
Hai fatto molte considerazioni, tutte molto interessanti, e per le quali spesso risulta difficile trovare risposte univoche dalla letteratura.
riguardo alla mia opinioni sono dell'idea che la scelta di un mantenitore di volume ( blocco mesch membrana riassorbibile o non riassorbibile o altro) è principalmente condizionata dalla possibilità di mantenere chiusi in lembi al di sopra di esse per prima intenzione per il tempo della maturazione o neoformazione ossea...ottenuto ciò si potrebbe discutere su vantaggi e svantaggi di ciascuna tecnica e forse si raggiungerebbe un compromesso che tutte le soluzione, a seconda del caso clinico, possono essere utili ...di certo senza una perfetta gestione dei tessuti, indipendentemente dal tipo di barriera utilizzato, difficilmente si possono ottenere buoni risultati di rigenerazione ossea.
Riguardo alla scelta del materiale da innestare sotto di una membrana è necessario comprendere che cosa si vuole avere sul piatto della bilancia. o un volume ricostruito stabile nel tempo ma con caratteristiche meno rispondenti a quelle dell'osso nativo ( la maggior parte degli xenoinnesti trattati termicamente non può essere fagocitato totalmente dagli osteoclasti e per questa ragione compariranno sempre nel volume sottraendo spazio all'osso nativo, alla vascolarizzazione e offrendo un potenziale terreno per la colonizzazione batterica) oppure un volume meno stabile volumetricamente ( biomateriali di derivazione umana o comunque riassorbibili) che consentiranno dopo il completamento dell'attività degli osteoclasti di vedere sostituito l'intera quota di biomateriale da osso nativo, ben vascolarizzato, che si corticalizza in superficie e che sembra avere tutte le caratteristiche dell'osso nativo.
Sta quindi al clinico decidere cosa ottenere al termine del trattamento rigenerativo alla luce del fatto che direi tanti materiali permettono di ottenere rigenerazione ossea ma è doveroso sottolineare che il volume rigenerato avrà caratteristiche diverse a seconda del materiale utilizzato.
Riguardo all'utilizzo dei precipitati piastrinici non sono al corrente di nessun lavoro in letteratura che abbia dimostrato che il precipitato piastrinico migliori gli effetti delle tecniche rigenerative...ad oggi ce la percezione che gli stessi possano migliorare la guarigione e la maturazione dei tessuti molli ma sulla rigenerazione ossea ce stato sempre un gran parlare ma forse è stato perseguita più un'idea di rigenerazione ossea piuttosto che un'efficacia
se hai lavori di letteratura o tuoi lavori che dimostrano il contrario ti sarei grato se li condividessi.
se poi devo esprimere una valutazione personale, malgrado utilizzi i precipitati piastrinici da più di 10 anni, sono dell'idea che non diano nessun contributo sostanziale alla rigenerazione ossea.
negli anni ho fatto vari studi comparativi tra diverse tecniche di centrifugazione, e le istologia non hanno mostrato differenze statisticamente significative ne tra i differenti sistemi e neppure tra quest'ultimi e siti ove le tecniche rigenerative non hanno visto l'utilizzo degli stessi...istologie sovrapponibili; infine lavorando talvolta in consulenza, dove non posso trasportare le centrifughe, i risultati clinici delle rigenerazioni ossee verticali non hanno mostrato differenze ne di volume rigenerato ne di maturazione...ripeto questa è la mia personale opinione.
Li utilizzo comunque perche consente al materiale di rimanere compattato e perché sembrano avere un modesto effetto antibatterico.
Ed infine riguardo alla tridimensionalità delle rigenerazioni hai perfettamente ragione sarebbe interessante poterle avere a descrizione dei casi ma come tu sai su osteocom il caso clinico che si può presentare ha un numero limitato di immagini da poter inserire e a volte si preferisce dare spazio alle immagini cliniche che da sole fanno comunque comprendere i volumi rigenerati.
Considera comunque che utilizzando un materiale riassorbibile, la maturazione, il rimodernamento,la mineralizzazione e il nuovo attacco del tessuto periostale, costituiscono ad un anno (quando l'osso rigenerato ha acquisito la sua completa stabilita) una contrazione volumetrica orizzontale di circa 1,5\2 mm per lato.
marco
RONDA MARCODomenica 2 Aprile 2017 - 20:50
Dr RONDA MARCO :
inserisci qui il tuo commento
GHIRETTI ROBERTODomenica 2 Aprile 2017 - 17:27
Dr GHIRETTI ROBERTO :
Caro Marco, per prima cosa complimenti per il caso trattato veramente bene. Ho visto che questa piacevole conversazione si protrae dal 2009 e questo significa che ha riscosso un notevole successo, cosa che testimonia della validitá del tuo operato e spero che questo mio intervento non sia troppo tardivo. Ho letto delle varie preferenze circa la tipologia dei materiali impiegati per gli aumenti volumetrici, ma personalmente ritengo che, dato che l`organismo per prima cosa “scioglie” con gli osteoclasti il materiale che applichiamo e quindi con gli osteoblasti ricostruisce osso umano del paziente, la “cosa” che andiamo ad aggiungere abbia un valore relativo e che sia osso autologo, omologo od eterologo rivesta un`importanza relativa. Se guardiamo la letteratura vediamo che tutti dicono tutto ed il contrario di tutto dando la sensazione di essere nella Babele dell`Odontoiatria moderna. A mio avviso piú utile é l`aiuto che possiamo offrire localmente all`organismo con l`aggiunta dei derivati piastrinici che possano facilitare i meccanismi di rigenerazione ossea prodotti dall`organismo e forse sarebbe il caso di cercare di capire quale potrebbe essere la risposta dell`organismo del singolo paziente di fronte ad un innesto di materiale che vorremmo si trasformasse in osso maturo. A mio avviso comunque resta di fondamentale importanza la mano del chirurgo ed il relativo trattamento dei tessuti durante la chirurgia oltre ai materiali di protezione del materiale da innesto. Personalmente non amo il PTFE da lunga data per vari motivi anche se poi l`ho usato con alterne fortune (penso tu abbia ragione che bisogna saperlo usare bene) ed attualmente sto provando materiali a blocco “on demand” che possono essere rivestiti con membrane passive (senza un`impalcatura rigida) che non necessitano di essere stabilizzate con chiodini o viti e che permettono un corretto lavoro da parte del periostio. Un solo appunto alla tua presentazione (anche se è datata ed é quindi comprensibile che sia stata proposta in questo modo): per cortesia abituiamoci a documentare i nostri casi in 3D. Grazie per l`ospitalitá, Roberto Ghiretti
ALLOERO GIOVANNILunedì 17 Ottobre 2016 - 00:33
Dr ALLOERO GIOVANNI :
Già... anch'io sto utilizzando Equimatrix, a volte miscelandono con bone chips autologhi e PRF, sempre però con la speranza che il Puros ritorni al più presto... Ho utilizzato anche il Copios ma con risultati deludenti.
Grazie per le preziose informazioni!
RONDA MARCODomenica 16 Ottobre 2016 - 11:43
Dr RONDA MARCO :
caro Giovanni
che problema che sollevi
è un problema di molti e spesso mi trovo a rispondere a domande come quella che hai appena posto, formulata da altri nostri colleghi.
premetto che:
1)il puros e l'encore per il breve periodo che li ho utilizzati mi hanno dato fino ad oggi i migliori risultati...anzi direi risultati dai quali nulla di più potevo pretendere.
2) che almeno il Puros sono certissimo che tornerà a breve...seguo con interesse diretto la vicenda e la burocrazia definita "critica" è stata completata ( ministero della sanità e contratti tra banca di treviso e tutogen) per cui dovrebbe essere un'agonia alla sua conclusione.
3) riguardo a quel che faccio io....come hai fatto tu ho fatto scorte devastanti e ho ancora prodotto che utilizzo nei casi più spinti ( stanno per terminare anche le mie riserve...mi ero approvvigionato di tutto il magazzino encore restituito dal sig Nicolis alla banca di treviso!!! più grosse scorte di Puros)
4) nei casi di modesta entità sto utilizzando equimatrix ( origine equina)...con onesta non risponde perfettamente al mio ideale di biomateriale (preferisco l'utilizzo di materiali riassorbibili) ma ho constatato che mischiato a chips di osso autologo prelevati con uno screaper, garantisce buoni risultati ( almeno riferiti all'evidenzia clinica al momento della rimozione della membrana)
5) questo genere di materiale ha dei tempi di "riorganizzazione" che indubbiamente sono molto più lunghi rispetto all'omoglogo...i tempi di attesa dalla GBR alla rimozione della membrana sono passati da 6 mesi circa a talvolta più di 9 mesi
caro Giovanni e cari tutti spero di esserti/vi stato di aiuto
questa è la mia realtà che non vuole essere una rigida indicazione ma solo un trasferimento d'esperienza data dalla quotidianeita e dalle tante evidenze cliniche che ho la fortuna di poter constatare quasi quotidianamente.
buona domenica
marco
ALLOERO GIOVANNISabato 15 Ottobre 2016 - 23:12
Dr ALLOERO GIOVANNI :
Ciao Marco!
Ci ritroviamo su questo spazio "virtuale" in cui leggo con estremo piacere e interesse i tuoi commenti e le tue esperienze che con grande passione condividi con noi.
Riprendo la discussione sulle GBR verticali andando a toccare il tasto dei biomateriali da innesto. Dopo le note vicissitudini sorte un paio d'anni fa sulla gestione e distribuzione dei materiali di tipo omologo e la loro scomparsa dal mercato (ahimè!!), mi sono giunte voci che dovrebbero a breve essere nuovamente disponibili. Hai notizie più fresche sul ritorno dei vari Puross, EnCore etc negli studi di noi poveri dentisti italiani?
Nel frattempo qual'è il biomateriale d'elezione che hai utilizzato nelle tue chirurgie in alternativa ai prodotti sopra citati?
Nelle mie mani il Puross si è sempre dimostrato strepitoso, ma, purtroppo, le seppur copiose scorte che mi ero fatto quando erano sorte le prime voci sulla sua cessata distribuzione (ricordo, solo in Italia....), sono ormai terminate...
Grazie mille e a presto!
ANONIMUS ANONIMOSabato 30 Luglio 2016 - 21:41
Dr ANONIMUS :
Senti questa:

............
............

"Oh, mi dispiace...

............

ma non posso partecipare alla discussione

............

perchè il criceto di mia figlia ha rosicchiato i fili del telefono

............

e lo smartphone mi è caduto nell'acquario dei piragna.

.............
.............




#/### Siemens Corp. Fax machine sender's number 010/2736486. ###/#
#/### The fax message was correctly delivered ###/#
#/### End of transmission #/###

CAUSO GIANMARCOSabato 30 Luglio 2016 - 17:54
Dr CAUSO GIANMARCO :
Ne hai dimenticata una ho il gomito che fa contatto col ginocchio
ANONIMUS ANONIMOMercoledì 27 Luglio 2016 - 00:36
Dr ANONIMUS :
ED ECCO A VOI LA TOOOOP TEN DELLE MIGLIORI RISPOSTE IN UN BLOG SCIENTIFICO !!!
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DOMANDA: senti un po' tu... Cosa ne pensi di questo tema un po' controverso qua?
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E ADESSO VEDIAMO LE 10 RISPOSTE PIU' FENOMENALI!!!

al 10° posto:
"No, guarda...mi dispiace... veramente... io non ti posso rispondere perchè da oggi sono in vacanza. Se ne riparla a Settembre!!!" (cavolo però, siamo a metà Luglio…Voglia di lavorare saltami addosso...).

al 9° posto:
"No, guarda...mi dispiace... veramente... io non ti posso rispondere perchè fino a Settembre sono in malattia!!!".

all’ 8° posto:
"No, guarda... mi dispiace... veramente... io non ti posso rispondere perchè da oggi fino a Settembre sono in permesso retribuito!!!"

al 7° posto:
"No, guarda... mi dispiace... veramente... io non ti posso rispondere perchè fino al prossimo Settembre tale attività non rientra nei compiti stabiliti dal mio mansionario…”

al 6° posto:
"No, guarda...mi spiace... per un po' non potrò rispondere, perchè proprio questa mattina mi è scattato l'anno sabbatico. Proseguiremo il Settembre dell’anno venturo..."

Al 5° posto:
“No, guarda...oggi proprio no, che riesumano il nonno”

in 4° posizione:
“Ohh che peccato! Ti risponderei volentieri… ma proprio adesso no, chè c’è “Amici” in televisione (anche nella variante: “Ohh che peccato! Ti risponderei volentieri… ma proprio adesso no, ché c’è l’ultima puntata de “La signora in giallo” su Rete4”).

In 3° posizione:
“Oggi non posso proprio risponderti. Mi devo lavare i capelli”

In 2° posizione:
“Nei giorni dispari ed in quelli pari con meteo incerto non posso rispondere per motivi religiosi!”

In 1° posizione:
“Mi spiace. Io con gli eterosessuali non ci parlo”.
RONDA MARCOMartedì 26 Luglio 2016 - 09:59
Dr RONDA MARCO :
Ultima cosa!
sulla base di tutto quello che ci siamo scritti voglio condividere con voi questa breve citazione....che il Professore di Anatomia dei miei figli ( professor Tacchetti...Enzo tu dovresti conoscerlo) ha proiettato come ultima diapositiva della Sua lunga carriera universitaria...emozionando tutti gli studenti...un po da papà!

Vivete con curiosità, chiedetevi il perché...aprite ogni porta, siate artefici di voi stessi

buone vacanze!!!
marco
RONDA MARCOMartedì 26 Luglio 2016 - 08:51
Dr RONDA MARCO :
Cari Enzo e Paolo
è arrivato il momento....le vacanze mi stanno tirando per i piedi e non riesco più a divincolarmi!...spero anche per voi!!!
Riprenderemo le nostre chiacchierate un po scanzonate e un po serie nel mese di settembre (se ne avrete voglia e piacere) peccato che siano state chiuse a noi tre...sarebbe stato interessante che altri colleghi partecipassero...proprio dai confronti nascono nuove idee e riflessioni costruttive per tutti...tuttiiiii.
un abbraccio
marco
FOTI VINCENZOLunedì 25 Luglio 2016 - 00:55
Dr FOTI VINCENZO :
Caro Paolo, sono pienamente d'accordo con te. Io conosco personalmente Marco Esposito. Lui è sempre molto critico perché gran parte delle evidenze scientifiche si basano su follow-up troppo brevi.. Mii sembrava di essere stato chiaro, anche se non esplicito, sul fatto che, poiché non esistono dati sufficienti a lungo termine riguardo la GBR verticale, non è possibile definirla una tecnica predicibile. Aspettiamo i dati ufficiali a lungo termine di Marco Ronda per avere finalmente la speranza che possa divenirla in futuro.
ANONIMUS ANONIMODomenica 24 Luglio 2016 - 22:53
Dr ANONIMUS ANONIMO :
Vincenzo,
sono sostanzialmente d’accordo con te.
A riguardo delle “rigorose e selettive” pubblicazioni di Esposito in merito alla rigenerazione verticale (tanto di cappello per il professionista) sono andato a curiosare un po’, siccome erano 5 anni che non andavo su Pubmed. Ecco il compitino svolto. E per i prossimi 5 sono a posto.
Sarà anche rigoroso e selettivo ma a me pare che ad una conclusione definitiva non ci sia arrivato nemmeno lui, che è uno che ne capisce.
Ciao.

Esposito et al. 2006 Cochrane Db “[...] bone augmentation techniques for dental implant treatment.”.
“[...] it is unclear which is the most efficient technique. It is unclear whether augmentation procedures at immediate single implants placed in fresh extraction sockets are needed.”
“[...] it remains unclear whether such bone is of benefit to the patient. It is unclear which is the most effective technique for augmenting bone around fenestrated implants.”
“These findings are based on few trials including few patients, having sometimes short follow up, and being often judged to be at high risk of bias.”


Rocchietta, Fontana, SImion, 2008, J Clinical Periodontol. "Clinical outcomes of vertical bone augmentation..."
"Given the confined number of investigators using these techniques and the low number of patient treatments reported in the literature, the generalizability of this approach is limited at this time."


Esposito et al. 2009, Eur J Oral Implantol. “The efficacy of horizontal and vertical bone augmentation procedures”.
“ [...] conclusions are based on few trials including few patients, sometimes having a short follow-up, and often being judged to be at high risk of bias. Various techniques can augment bone horizontally and vertically, but it is unclear which are the most efficient.”

Esposito et al. 2011, Eur J Oral Implantol. “[...] short implants or longer implants in vertically augmented bone?”
“Longer follow-ups are needed to confirm these results”.

Esposito et al. 2014 Eur J Oral Implantol. “[...] 5-mm long implants or by longer implants in augmented bone [...]”.
“Short implants might be a preferable choice to vertical bone augmentation [...] however there are still insufficient data on the long-term prognosis of short implants.”


Esposito et al. 2015 , Eur J Oral Implantol. “Short implants versus bone augmentation [...]”
This pilot study suggests that short implants may be a suitable, cheaper and faster alternative to longer implants placed in bone augmented with autogenous bone [...] however, these preliminary results need to be confirmed by larger trials with follow-ups of at least 5 years.
FOTI VINCENZODomenica 24 Luglio 2016 - 15:07
Dr FOTI VINCENZO :
Beh..le Cochrane Reviews di Esposito sono molto rigorose, selettive, e valutano l'efficacia delle tecniche a 360 gradi. Concordo col fatto che poi bisogna approfondire i singoli lavori...vi ricordate il primo trapianto di cuore di Barnard ? Li faceva solo lui e pochi altri...poi le tecniche si sono affinate, gli interventi vengono eseguiti in tutto il mondo ed oggi il tasso di sopravvivenza è decisamente più elevato rispetto 50 anni fa. Quindi una tecnica è considerata efficace e predicibile solo se i risultati positivi vengono ottenuti da tutti i chirurghi che la eseguono. Ma purtroppo in GBR verticale, dopo 22 anni, non è ancora cosi. Tornando alla peri-implantite non bisogna dimenticare che il biofilm batterico lo si riscontra adeso alla superficie dell'impianto e non sull'osso o sull'innesto. E' un campo dove le conoscenze sono ancora primordiali e tutte le ipotesi sono plausibili...Io concludo con una domanda: perché ci sono pazienti che improvvisamente dopo 7-10-12 anni vanno incontro a peri-implantite, pur esenti da tutti i fattori di rischio conosciuti? Non fumatori, no malattie sistemiche, no parodontite aggressiva, no paradontite cronica generalizzata, no trauma occlusale, biotipo gengivale spesso, presenza di adeguato tessuto cheratinizzato peri-implantare, buona igiene orale, corretto posizionamento impiantare, corretta costruzione proteica sovra-implantare E con questo non sto dando colpa alle superfici rugose, che al massimo possono favorire, ma non causare la patologia...
ANONIMUS ANONIMODomenica 24 Luglio 2016 - 14:15
Dr ANONIMUS ANONIMO :
Vincenzo,
usare la metanalisi per studiare gbr et similia è un po' come cercare di capire perchè il cesso ti si è intasato usando la teoria della relatività. Non dico che non si possa fare, ma... su questo mi sento di dare ragione a Marco: E' tutto (o quasi) empirismo! Ti devi anche un po' fidare di chi ti racconta le cose. Il cosiddetto metodo scientifico non ha al momento la capacità sufficiente di comprendere come stanno le cose (esistono troppe variabili incontrollabili).
Cito le conclusioni di uno dei 10 (forse 12) articoli scientifici di implantologia che ho letto nella mia vita:

"Given the confined number of investigators using these techniques and the low number of patient treatments reported in the literature, the generalizability of this approach is limited at this time." - Rocchietta, Fontana, SImion - "Clinical outcomes of vertical bone augmentation..." J Clinical Periodontol, 2008 Sept.

E' un po' vecchiotto ma, a mio avviso, ancora attuale.
Paolo

P.S. dai, lo ammetto, avevo letto solo l'abstract.
RONDA MARCODomenica 24 Luglio 2016 - 12:06
Dr RONDA MARCO :
Giusto Enzo
forse hai inteso male o mi sono spiegato male.
non ho affermato che la tipologia del sostituto osseo predispone alla perimplantite ho semplicemente ipotizzato che, nel caso un'impianto inserito in osso rigenerato dovesse ammalarsi di malattia perimplantare, la carica batterica presente intorno alla superficie implantare potrebbe diffondersi a tutto l'osso rigenerato laddove lo stesso contenesse un biomateriale non riassorbibile. Ho infatti posto delle domande e stimolato delle riflessioni contraddistinte da evidenti punti di domanda??
ll razionale che mi porta ad utilizzare materiali che si riassorbono e che mi ha posto a stimolare la riflessione costruttiva anche a voi è che la presenza di un biomateriale nel contesto di una rigenerazione ossea verticale crea due condizioni poco discutibili..1) il perdurare della presenza di un materiale inerte che potenzialmente potrebbe diventare un substrato sul quale i batteri potrebbero migrare e diffondersi e 2) che il potenziale vascolare potrebbe essere limitato e quindi essere meno attivo nel contenere l'avanzamento della carica batterica presente sula superficie implantare.
Ho fatto una semplice riflessione che stimolasse tutti a riflettere, poi ciascuno è libero di usare ciò che vuole anche perché la maggior parte della letteratura mostra risultati riferibili all'utilizzo dei materiali non riassorbibili che tutti conosciamo ma essendo mia abitudine il cercare di dare risposte sia ai successi che agli insuccessi ho riflettuto molto sulla scelta del materiale, rischiando sulla mia pelle.
Pero ad oggi ho la possibilità di presentare risultati a 15 anni cosa che come tu ben sai non ci sono lavori in letteratura che ci diano risposte sul comportamento dell'osso rigenerato per tempi cosi lunghi (Simion, Urban Fontana) unici lavori prospettici e retrospettivi a 5/6 anni.
Concludo che la letteratura è importante e tutti noi ci dobbiamo nutrire di essa ma allo stesso tempo ciascuno deve utilizzare la propria testa, essere propositivo, riflessivo per una costruttiva crescita...questo è alla base del progredire della scienza...voler guardare un po più in avanti di quello che gli altri hanno visto fino a quel momento.
Restando consapevole che probabilmente non esiste una sola verità, proviamo a lavorare tutti per trovare le risposte migliori utili ai nostri pazienti.
marco
FOTI VINCENZODomenica 24 Luglio 2016 - 11:12
Dr FOTI VINCENZO :
Non ci sono evidenze scientifiche riguardo il "potenziale terreno di cultura" di sostituti ossei non riassorbibili nello sviluppo di una peri-implantite. Nella metanalisi di Sanz-Sánchez I et Al. (J Dent Res. 2015) viene riportato che negli aumenti orizzontali contestuali all'inserimento di impianti "l'intervento più utilizzato era la combinazione di xenoinnesto con membrana riassorbibile" con percentuali di successo superiori al 95%. C'è poi un'altra metanalisi, la Cochrane systematic review di Esposito M et Al. del 2009, dove, riguardo la GBR verticale, vengono esaminate le varie tecniche, compresi i diversi materiali d'innesto utilizzati. Le conclusioni non evidenziano una tecnica più efficace rispetto alle altre, escluse quelle osteo-distrattive che ottengono una osteogenesi maggiore e più predicibile. Nessun riferimento a complicanze legate al materiale d'innesto, tranne il fatto che in GBR verticale le complicanze sono comuni.
CAUSO GIANMARCOVenerdì 22 Luglio 2016 - 08:11
Dr CAUSO GIANMARCO :
Anonimus Anonimo per me é l'unico motivo per cui valga la pena seguire questo blog.
ANONIMUS ANONIMOVenerdì 22 Luglio 2016 - 00:27
Dr ANONIMUS ANONIMO :
Marco, semmai un giorno io dovessi aprire un ristorante e, per qualche motivo, tu mi venissi a chiedere un lavoro, ti spedirei diritto in cucina a rigirar frittate.
Un salutone.
Paolo
RONDA MARCOLunedì 18 Luglio 2016 - 22:14
Dr RONDA MARCO :
Cavolo come ero giovane nella foto del profilo!!!!
ho capito ora, caro Paolo, perché ti sei messo la mascherina!!!!!
ahahahahahah
RONDA MARCOLunedì 18 Luglio 2016 - 22:13
Dr RONDA MARCO :
Eccomi ragazzi!
pronto ad esaudire ogni vostra curiosità!
scusate il ritardo della risposta ma avevo dati e radiografie della paziente in studio e il fine settimana ho dovuto combattere con il "vento" !!!
allora, il caso presentato nel 2009,è stato realizzato ( GBR ed impianti contestuali) nell'aprile 2007, la membrana è stata rimossa ad ottobre 2007 e terminato il carico progressivo a gennaio 2008 periodo dal quale è cominciata la protesizzazione...complessivamente un follow up di 9 anni e sette mesi.
la paziente si è presentata più o meno regolarmente ai nostri tentativi di richiamo anche se (non nostra paziente).
Nell'archivio radiografico ci sono circa 5/6 immagini che fanno riferimento ai vari controlli che siamo riusciti ad effettuare.
Questo caso è molto interessante per molte ragioni e la curiosità di Enzo permette di sottolineare alcuni aspetti a parer mio importanti e determinanti per il successo implantare di impianti inseriti in osso rigenerato.
lo stesso caso fa parte di un lavoro retrospettivo con follow up tra 5 e 15 anni di 187impianti inseriti in osso rigenerato verticalmente che mostrano (grazie al significativo numero di impianti) come l'osso rigenerato si comporti al pari delll'osso nativo (SIA NEGLI ASPETTI POSITIVI CHE NEGATIVI)
Cosa significa? significa che l'osso rigenerato (utilizzando biomateriali riassorbibili) mantiene la sua volumetria verticale (se non è compromessa la volumetria orizzontale) e si comporta intorno agli impianti come quando gli stessi fossero stati inseriti in osso nativo.
Ma allo stesso tempo mette in risalto anche le debolezze del rapporto osso/impianti...infatti nel caso specifico l'impianto in posizione di 36 si è ammalato (perimplantite) e lo stesso è stato rimosso...non difficile da immaginare o presumere tale problematica vista "l'inesistente" quota di gengiva aderente presente intorno allo stesso. Erano i tempi durante i quali ricercavo la mini mini invasiva e al tempo della rimozione della membrana (qualcuno di voi ricorderà questo particolare) cercavo di gestire i tessuti molli ma ben raramente si riusciva a garantire tessuti stabili intorno agli impianti. Oggi come tutti voi sapete procedo sempre ad innesti epitelio connettivali. C'è da sottolineare che il volume e l'altezza ossea negli impianti adiacenti si è mantenuto perfettamente malgrado fosse presente una carica batterica significativa a carico dell'impianto mediano. Questo significa che l'osso adiacente, seppur non nativo, ha le stesse caratteristiche dell'osso nativo e si difende da agenti patogeni finche ne ha le possibilità. ( dobbiamo riflettere: come si sarebbe comportato l'osso rigenerato adiacente se nello stesso fossero state presenti particelle di materiale non riassorbibile? quale potenziale terreno di cultura o di diffusione rappresenterebbero le stesse?).
ah ultima informazione...ai controlli rx, la lastra datata ottobre 2014 evidenziava completa salute intorno a tutti e tre gli impianti per cui la perimplantite si è sviluppata in circa un anno.
Parlero con il sig Dentoni per valutare come mettervi a disposizione tutta la storia radiografica e la chirurgia di innesto epitelio connettivale
buona GBR
marco

FOTI VINCENZOLunedì 18 Luglio 2016 - 01:11
Dr FOTI VINCENZO :
Grazie Paolo, penso anch'io che il Dr. Ronda non avrà difficoltà a mostrare il follow-up a lungo termine di questo caso tecnicamente molto bello. Un caro saluto. Enzo Foti
ANONIMUS ANONIMODomenica 17 Luglio 2016 - 23:45
Dr ANONIMUS ANONIMO :
Caro dott. Foti,
Non prendere troppo alla lettera quello che dico.
Ho sempre inteso questo blog come un luogo di confronto aperto ed informale e per questo ho spesso adottato toni scanzonati e deliberatamente provocatori. In quest’ottica si colloca il mio ultimo commento nel quale ipotizzavo un esito nefasto di questa gbr (tecnicamente molto bella).
Il gusto in questo caso è anche doppio perchè ho particolare predilezione nel punzecchiare l’amico dott. Ronda che, penso, non avrà problemi a fornire una risposta più che adeguata al tuo quesito ed alle mie provocazioni.
La prossima volta mi metto il burqa.
Cordialmente tuo,
Paolo Rossetti
FOTI VINCENZODomenica 17 Luglio 2016 - 21:51
Dr FOTI VINCENZO :
Dr. Anonimus Anonimo, cosa è cambiato dal tuo commento del 2010 a quello di oggi ? Scusa, ma anche se hai la mascherina, mi pare di riconoscerti... Grazie!!
ANONIMUS ANONIMOSabato 16 Luglio 2016 - 19:49
Dr ANONIMUS ANONIMO :
Secondo me adesso c'è uno scheletrato...
FOTI VINCENZOSabato 16 Luglio 2016 - 17:21
Dr FOTI VINCENZO :
Sarebbe interessante vedere le radiografie anche adesso, cioè a 7 anni di follow-up
LARRIVA MARCO ENCALADAVenerdì 15 Novembre 2013 - 04:59
Dr LARRIVA MARCO ENCALADA :
Perfect !
ANONIMOVenerdì 23 Novembre 2012 - 07:05
DUKE VO :
Dott Ronda, you are an outstanding surgeon. Thank You for sharing your knowledge.
RONDA MARCOMartedì 21 Giugno 2011 - 19:32
Dr RONDA MARCO :
ciao Vincenzo
come sempre i complimenti sono molto graditi!!!
allora cerco di soddisfare le tue curiosità:
1) nel materiale da innesto non ho mai messo antibiotico ma lo miscelo con la parte ricca del PRGF
2) non somministro alcun tipo di corticosteroidi.
3) la non esposizione dipende solo da un' attenta gestione dei tessuti molli che si affida alle tecniche chirurgiche proposte dai maestri e da una nuova tecnica che riguarda il lembo linguale.
4) il lembo vestibolare lo passivi come dici tu solo con l'incisione periostale mentre il lembo linguale lo tratti secondo le linne guida proposte dal Prof Tinti e secondo un nuovo approccio che sarà pupplicato ad ottobre sull' Int Journal Periodontics Restorative Dentistry riguardante sempre il lembo linguale (Ronda Stacchi)
riguardo al caso di cui parli sarebbe interessante perlarne insieme e se hai piacere di organizzare un corso ne possiamo parlare volentieri.
la live surgery è affascinante ed altamente didattica!
ti lascio il mio indirizzo email mronda@panet.it e il num di tel dello studio 010583435.
chiamami o scrivimi quando vuoi
marco
BURLO VINCENZODomenica 19 Giugno 2011 - 15:39
Dr BURLò VINCENZO :
Ciao Marco, nel farti i complimenti per la sicurezza e la precisione con cui gestisci i lembi e le tecniche volevo approfittare della tua disponibilità per porti un paio di domande:
1) L'innesto di osso o biomateriale che sia lo mescoli a qualche soluzione antibiotica prima di metterlo in situ? e al paziente somministri corticosteroidi locali o sistemici?
2) ho letto che hai percentuali di esposizione membrana dello 0%, congratulazioni davvero! Da cosa dipende, solo da una gestione dei lembi più ragionata rispetto a quei primi 9 casi?
Da quello che leggo il lembo vestibolare va gestito con incisione unica periostale e dissezione per via smussa,mentre il linguale basta scollarlo fin sotto l'inserzione muscolare del miloioideo? ci daresti qualche riferimento bibliografico?
Io avrei un caso interessante, e sarei interessato alla possibilità di organizzare un corso di chirurgia live presso il mio studio. c possiamo sentire via mail per i dettagli? quanti partecipanti, gestione paziente, ecc. Questa è una tecnica che a me piace e interessa molto e avere il supporto di un collega bravo come te sarebbe una grande cosa!!!! GRAZIEEE!!! ;-)))))))))
RONDA MARCOSabato 4 Giugno 2011 - 10:09
Dr RONDA MARCO :
ciao Paolo
e grazie dei complimenti sempre graditi e mai sprecati (da buon genovese non si butta via mai niente)
riguardo ai lembi: il lembo linguale viene passivato senza l'utilizzo di nessuno strumento di taglio, proprio per le ragioni alle quali facevi
riferimento proprio tu...strutture anatomiche importanti nella sede di riferimento.
la sua passivazione la si ottiene scollandolo a tutto spessore fino alla linea niloioidea e poi distaccando l'inserzione del
muscolo m.accessorio.
questo consente mediamente di passivare questo lembo di circa 30 mm.
la passivazione dell lembo buccale la si ottiene solo grazie alla gia' conosciuta longitudinale e continua incisione periostale.
il nervo mentoniero e le sue diramazione passano nello spessore del lembo per cui non disturbano le nostre manovre,
piuttostono ne richiedono attenzione, perche l'incisione del periosto e' superficiale rispetto a questa struttura anatomica.
ultimamente non utilizzo neppure piu' osso autologo ma quando lo facevo, ritenevo che lo stesso fosse utili a svolgere solo
un'azione conduttiva per cui non mi preoccupavo se fosse povero o ricco.
utilizzavo quel sistema perche' ritenevo che fosse il meno "sporco".
in qualche caso ho utilizzato anche io i pin distanziatrici ma non riescono, nei casi con importanti difetti, a stabilizzare il "castello"
ed inoltre richiedono una terza chirurgia che mettendo gli impianti contestuali non e' necessaria.
marco
ZAGARIA PAOLOVenerdì 3 Giugno 2011 - 17:19
Dr ZAGARIA PAOLO :
Complimentissimi!Bravo!
Qualche domanda:
Poichè una chiave importante di successo sono i tessuti molli,che tecnica usi(taglio periostale profondo) per tirare su così tanto il lembo linguale(senza ledere il nervo linguale)?
E sul lato vestibolare(senza ledere il nervo mentoniero e le sue diramazioni)?
Il prelievo con lo screaper è considerato da alcuni come povero dal punto di vista del potenziale rigenerativo,cosa ne pensi?
Come ti regoli per il consenso informato in un caso così,che garanzie dai al paziente?
Cosa pensi delle tecniche che usano dei pin per mantenere lo spazio invece degli impianti stessi,le usi solo se non hai stabilità primaria?
Grazie molte.Saluti a tutti....
RONDA MARCODomenica 15 Maggio 2011 - 16:50
Dr RONDA MARCO :
dear Lim
Dott Emilio Maschera is a student of my teacher and then is also my friend... this is the reason why he speaks well of me!!!
when you want to come in my country and in my office to see this kind of surgery (GBR) you have to inform me maybe two or three
months before, so i can organize our meeting.
i give you my e-mail so if you want ,you can ask me, all the reserved some information.
mronda@panet.it
in next october will be published the article on lingual flap on the int journal of periodontics and restorative dentistry, Nevins's magazine.
see you soon!
Marco
LIM ARSENIO IISabato 7 Maggio 2011 - 04:44
Dr LIM ARSENIO II :
Hello Marco,

I met Dr. Emilio Maschera here in the Philippines for APDC. I mentioned you to him. He speaks well of you.
When can I visit you the best time? Ihope its ok. I am really impress with your work.
Grazie!
RONDA MARCOMartedì 1 Febbraio 2011 - 07:24
Dr RONDA MARCO :
hello Dott Arsenio
I will wait to meet you
the company that markets the machine of the PRGF is the Bti
as soon as possible
marco
LIM ARSENIO IIMartedì 1 Febbraio 2011 - 01:59
Dr LIM ARSENIO II :
hello Dr. Marco,

I hope to come to your office. I am very much interested to learn your technique. Do you get the PDGF from a company?
Thank you for offer. I hope to visit you in Genova, Italy soon.
I am from the Philippines

Again, Thank you very much!!!

RONDA MARCOLunedì 31 Gennaio 2011 - 21:38
Dr RONDA MARCO :
ciao Fabrizio
grazie dei complimenti...sono sempre graditi !!!!!!!
si, organizzo, durante l'anno, 4 giornate di corso durante le quali svolgo alla mattina la parte teorica sulla GBR descrivendo le linee guida di questa tecnica per poi proseguire con 2 chirurgie:
1) di GBR verticale
2) di scopertura di una membrana con relativa gestione dei t. molli
chi volesse puo organizzare per proprio conto un gruppo e procurare il paziente.
il collega che procura il pz non paga la quota di corso ed il pz paga la prestazione preventivata allo studio
a presto
marco
RONDA MARCOLunedì 31 Gennaio 2011 - 21:30
Dr RONDA MARCO :
dear dott Lim Arsenio II
i am very happy that you like this type of surgery !
i think that this surgery can offer a lot of satisfaction!
i used a lot of different materials and the results showed no
significant differences.
now i am using 100% of homolog bone (Puros): 50% cortical bone size 0,25-1 mm
and 50 % of cancellous bone size 1-2 mm plus PRGF
the use of this composition of materials si giving me the same results when
i used a compositions of materials with 50% of homolog bone (always Puros) and 50% of autolog bone.
I am sorry, but in this moment, i teach this surgical tecnique only in italy.
if you want to come to my office to see this tecnique, you're welcome!
I can show you the new lingual flap...30 mm of the passivation!!
I live in genova and where do you live?
sincerely
marco

CENA FABRIZIOLunedì 31 Gennaio 2011 - 20:12
Dr FABRIZIO :
Complimenti davvero per il risultato! vorrei sapere se organizzi dei corsi in cui approfondire questa tecnica.
grazie in anticipo.
fabrizio
LIM ARSENIO IIGiovedì 27 Gennaio 2011 - 09:21
Dr LIM ARSENIO II :
Hello Marco!

I really admire your work... Do you use Allograft for this type of GBR? What other materials do you use to have vertical augmentation?
Very Impressive work. Do you have courses that teach other than Italy?

Ciao!
BERTOLINI ALBERTOMercoledì 17 Marzo 2010 - 13:54
Dr BERTOLINI ALBERTO :
Ciao Marco, grazie per la tua cortese risposta.
Si credo anch’io che le superfici bioattive possano svolgere un ruolo importante nella “biointegrazione” soprattutto in situazioni cliniche non ideali.
Da quando esistono tecniche di rivestimento che consento d mantenere una alto grado di cristallinità dell’HA gli impianti cosi rivestiti dovrebbero avere un qualcosina in più.
Grazie ancora, Alberto.
RONDA MARCOMercoledì 10 Marzo 2010 - 22:02
Dr RONDA MARCO :
ciao alberto
scusa se non ti ho risposto subito ma sono stato qualche giorno in vacanza e il computer una volta tanto l'ho abbandonato.
bel quesito che poni !!!
la letteratura non fa distinzione di superficie implantare (escludendo le superf di titanio macchinato) riguardo gli impianti posizionati contestualmente alla GBR.
è pur vero che spesso l'attenzione dei lavori pubblicati sulla GBR è stata posta più sulle metodiche riguardanti il successo della tecnica chirurgica. non ci sono in letteratura lavori importanti che mettono a confronto superfici implantari differenti in siti di GBR differenti sugli stessi pazienti. però la letteratura ha dimostrato che non è importante nè il materiale da innesto ne la superficie degli impianti per ottenere successo in GBR.
posso però esprimere un parere riguardo la mia esperianza: utilizzo da 10 anni in GBR, superficie rivestite con idrossiapatite (mp1 Zimmer Implants) e la valutazione di tutti i pazienti nel follow-up da 1 a 10 anni non mostra riassorbimento osseo differente da quello descritto in letteratura...anzi...utilizzo questa superficie perchè la ritengo "attiva" e credo poter dire che veicola verso l'alto la crescita dell'osso neoformato. almeno apparentemente le immagini radiografiche sembrano dimostrare questo, cioè che l'osso prima sale su per la superficie implantare e sucessivamente colma gli spazi tra gli impianti.
ti ringrazio dei complimenti
marco
BERTOLINI ALBERTODomenica 7 Marzo 2010 - 18:24
Dr BERTOLINI ALBERTO :
Marco complimenti veramente per la “pulizia” dell’intervento e della documentazione.
Cortesemente volevo sapere: secondo tè qual è l’ideale trattamento superficiale di un impianto utilizzato in tecnica GBR.
Cordiali saluti e grazie in anticipo.
RONDA MARCOLunedì 1 Febbraio 2010 - 14:35
Dr RONDA MARCO :
Ciao Luigi
grazie dei complimenti
hai detto proprio bene la condizione preoperatoria mette molto spesso in evidena una quantità di gengiva aderente veramente modesta per non parlare poi della tecnica di sutura che 'divora' quel poco che già era presente.
normalmente alla scopertura cerco di dividere la gengiva cheratinizzata rimasta e cerco di disporla intorno all'emergenza degli impianti chiudendo comunque sempre per prima intenzione.
per far questo eseguo un'incisione crestale che si allontana distalmente in maniera che facendo scivolare il lembo mesialmente riesco a circondare bene ciascun tappo di guarigione.
provvedo inoltre sempre a dare suture ad ancoraggio "periostale" diciamo meglio ad ancoraggio apicale "intralembo" visto che il periosto rimuovendo la membrana è adeso al lembo stesso.
raramente ma molto raramente eseguo innesti epitelio connettivali.
ho osservato che, anche se in modesta quantità, è comunque sufficiente per mantenere stabile negli anni la salute intorno agli impianti
grazie
marco
CANULLO LUIGIDomenica 31 Gennaio 2010 - 10:29
Dr CANULLO LUIGI :
Caro Marco, complimenti per il caso che hai mostrato. veramente molto bello.
Ti sarei grato se, in base alla tua decennale esperienza, mi dessi la tuo opinione sull'imortanza della mucosa cheratinizzata nei settori rigenerati verticalmente.
Purtroppo questa evenineza, almeno nelle mie mani, capita molto spesso, sia per le condizioni preoperatirie sia per la tecnica di sutura.
Utilizzi mai innesti gengivali?
RONDA MARCOVenerdì 29 Gennaio 2010 - 17:57
Dr RONDA MARCO :
Ciao Paolo
Ringrazio sempre con piacere chiunque mi offra i suoi complimenti, ma così sinpatici non li ho mai ricevuti.
che dirti..... negli anni '90 quando ho cominciato con questa tecnica avrei avuto bisogno anche io di photoshop....su 10 casi 9 fallirono: esposizione della membrana.
ogggi ho 93 casi di GBR verticale e 0% di esposizione della membrana...mi sono dedicato molto a questa tecnica e alla gestione dei tessuti molli ma sento di poter dire che oltre al mio impegno questi risultati sono frutto dell'insegnamento di un maestro: il prof Massimo Simion
Oggi mi approccio a questa tecnica con serenità e sempre tanto entusiasmo.
Se hai bisogno di informazioni o hai piacere di contattarmi e di chiedermi qualcosa che non vuoi scrivere sul blog il mio numero di tel è 010/583435

grazie Marco
ROSSETTI PAOLOGiovedì 28 Gennaio 2010 - 22:35
Dr ROSSETTI PAOLO :
semplicemente mostruoso. Io questi risultati li ottengo solo con Photoshop.
Dove si può imparare questa roba qua?
Grazie e complimenti.
ANONIMOVenerdì 22 Gennaio 2010 - 16:38
RONDA MARCO :
grazie Ercole
é sempre un piacere ricevere i complimenti di un collega.
invito sempre tutti a dedicarsi alla conoscenza, allo studio scrupoloso e all'applicazione di questa tecnica che ti assicuro che oltre a permetterti di risolvere veramente parecchi casi irrisolvibili con la necessaria predicibilità estetica e funzionale, ti coinvolge entusiasticamente nel dare, anche in questo ambito, il meglio di te.
ANONIMOVenerdì 22 Gennaio 2010 - 11:42
MEREGHETTI ERCOLE :
Non ci sono commenti.Caso risolto in maniera esemplare complimenti.Ercole
ANONIMODomenica 13 Dicembre 2009 - 21:15
RONDA MARCO :
Ciao Angelo !!!!
Che piacere sentirti...proprio in questi giorni parlavo di te facendo riferimento a quell' articolo che Tu e il Dott Rizzo dovevate pubblicare sulla rivista di Nevins riguardo alla tecnica di rialzo del seno con tecnica crestale....lo avete più fatto? io non l'ho visto, mi è sfuggito o lo avete pubblicato su di un'altra rivista?
riguardo alla domanda che mi hai posto ....Ahimè....sempre chiodini linguali oltre che vestibolari...membrana sempre perfettamente stabilizzata. per posizionarli se dovessi incontrare delle difficoltà aiutati con un puntatore che a percussione ti prepara l'invito per agevolare l'inserimento del chiodino senza che si rompa.
Ho spedito all'int J period restaur dent.. un articolo interessante su una nuova tecnica di lembo linguale....spero venga pubblicato presto....sarà di aiuto a tutti coloro che si dedicheranno a tecniche di aumenti di volumi ossei inferiori posteriori
un abbraccio
Marco
ANONIMOVenerdì 11 Dicembre 2009 - 00:07
DELLA BONA ANGELO :
Ciao Marco complimenti x il caso che hai pubblicato, ho visto che ti sei aiutato con la piezosurgery x fare il pelo al mandibolare sul 37.Domandina, la membrana in gore l'hai fissata sul versante linguale ? Un caro saluto.
ANONIMOVenerdì 4 Dicembre 2009 - 18:05
RONDA MARCO :
ciao Roberto
credo che questo fine settimana vegano inserite nel caso presentato altre due immagini come da te suggerito.
la radiografia degli impianti sottoposti a carico...a circa 3 anni dalla protesi provvisoria e 31 mesi dalla protesi definitiva, ed inoltre un'immagine della protesi in situ.
come potrai osservare la quantità di gengiva aderente non è eccezionale ma comunque stabile e direi sufficiente per mantenere uno stato accettabile di salute gengivale e implantare.
ti ringrazio dei tuoi interventi....sono a disposizione per altri confronti costruttivi di comune utilità. metti un tuo caso!!!!!!
ANONIMOLunedì 30 Novembre 2009 - 17:23
RONDA MARCO :
A riciao Roberto
mi fanno piacere i tuoi interventi perchè mostrano quanto tu sia attento nelle piccole particolarità
normalmente al momento della scopertura divido la residua gengiva aderente a metà e la posizione vestibolarmente alle viti di guarigione.
questa manovra avviene dopo aver inciso la gengiva aderente fino ad almeno 1,5-2 cm distalmente all'ultimo impianto. solo così mi è consentito di eseguire lo scivolamento del lembo in direzione mesiale e di circondare ogni vite di guarigione con tessuto cheratinizzato. prima di cominciare la sutura a punti staccati in cresta dò una sutura ad ancoraggio periostale della parte distale del lembo (all'incirca a livello dell'ultimo impianto).
non sempre è posibile gestire i casi in questo modo...a volte ahimè è necessario eseguire un innesto epitelio connettivale. per fortuna molto raramente.
non eseguo lembi a riposizionato coronale in seconda seduta chirurgica naturalmente perchè la rimozione della membrana non mi permette nè di lasciare un "letto periostale di migrazione cellulare epiteliale " e neppure mi consente un ancoraggio apicale del lembo e neppure in terza seduta cioè dopo la chirurgia di rimozione di membrana, perchè a parità di seduta chirurgica preferisco optare per la chirurgia di innesto di lembo a parer mio più predicibile nei risultati a lungo termine
ANONIMOLunedì 30 Novembre 2009 - 16:10
Roberto Rossi :
Ottimo Marco ! Leggerò con piacere il tuo articolo quando sarà pubblicato. Ho una domanda da farti a riguardo di questo caso, visto che la quantità di gengiva aderente era veramente minima al baseline, hai fatto un innesto di connettivo alla scopertura o più semplicemente un lembo a mezzo spessore riposizionato apicalmente. Mi piacerebbe vedere una foto di follow-up. grazie per la tua esauriente risposta ed ancora complimenti.
ANONIMODomenica 29 Novembre 2009 - 19:04
BERNARDELLO FABIO :
Marco i complimenti te li meriti, punto e basta. Non vedo l'ora arrivi la sett prossima così avremo modo di parlare di molte cose. in primis voglio proprio vedere questa novita', e son sicuro sara' geniale nella sua semplicita' (uno dei tuoi grandi pregi e' cercare la semplicita' nelle cose). Per quanto riguarda una valutazione "oggettiva" dell'osso rigenerato anche a distanza dal carico sono a tua completa disposizione come ti ho detto, credo potrebbero uscire dati assai interessanti ed importanti. A domenica, un abbraccio Fabio
ANONIMOSabato 28 Novembre 2009 - 11:42
RONDA MARCO :
Ciao Roberto
Grazie per avermi fatto osservare che sarebbe stato interessante vedere anche nella presentazione un'immagine riguardante il comportamento dell'osso rigenerato dopo anni di carico da parte di una protesi definitiva.
provvederò ad inserirla nella presentazione visto che per fortuna è rimasto ancora uno spazio libero per un'immagine.
nel frattempo colgo l'occasione per fare alcune precisazioni di comune utilità:l'immagine che mostra l'osso rigenerato è conseguente a mesi di carico progressivo, un tipo di carico modulato e standardizzato da ormai 10 anni, che permette la mineralizzazione di quell'osso quasi totalmente trasparente che si può osservare al momento della rimozione della membrana(dopo circa 5/6 mesi dal posizionamento della membrana).
tale protocollo di carico, per quanto standardizzato, si avvale comunque sempre di controlli radiografici che permettono di valutare la progressiva "maturazione" dell'osso neoformato.
Solo quando l'osso primitivo e l'osso rigenerato hanno la stessa radioopacità si procede alla sostituzione dei provvisori con protesi definitive.
Questa condizione e la ricerca di una rigenerazione che non focalizzi l'attenzione solo nell'incremento verticale a discapito di modesti spessori ma che concentri l'attenzione anche nell'ottenere in cresta ,spessori ossei importanti che "proteggono" vestibolarmente e lingualmente la superficie dell'impianto sono,credo, le motivazioni che permettono di non avere rissorbimento superiore a cio che si può osservare in impianti posizionati in osso primitivo.
Prossimamente pubblicherò la mia casistica. attendo il follow-up di 10 anni oggi si compie il nono.
in tale casistica, ti anticipo alcuni dati, ci saranno 100 casi di GBR solo verticale con un follow-up da 1 a 10 anni con un incremento medio ad oggi di 5,2+/-1,8 mm con ad oggi più di 200 impianti con esposizione di membrana dello 0% almeno spero di conservare questo dato per gli ultimi casi che restano per completare lo studio e ciò che potrebbe interessarti che fino all'anno scorso (rivaluterò tutti i pazienti il prossimo anno) è stato misurato il rissorbimento osseo, direi perfettamente in linea con i dati prodotti da molti autori in letteratura, con un riassorbimento tra 0-1 mm nel 74% degli impianti,tra 1-2 nel 23% degli impianti e + del 2% nel 3% degli impianti.
saluti e grazie delle tue considerazioni.
Marco
ANONIMOSabato 28 Novembre 2009 - 10:35
RONDA MARCO :
Ciao Fabio
senpre troppo generoso nei complimenti
ti ringrazio per la precisazione, di comune utilità, fatta sulle caratteristiche tecniche del prodotto da innesto Puros.
é vero i lembi e la loro gestione sono la principale chiave di lettura del successo di questa tecnica, ma da questa settimana finalmente posso metterti a disposizione le mie conoscenze sulla nuova gestione del lembo linguale visto che dopo anni di lavoro e di applicazione è stato sottoposto, sotto forma di articolo, alla validazione da parte della commissione scientifica dell' Int J Periodontics Rest Dent.
Credo e spero possa essere anche per i neofiti (vista la semplicità di esecuzione) una conoscenza in più per gestire al meglio i tessuti molli in tutti i casi di aumento di volume dei settori posteriori inferiori indipendemente dalla tecnica utilizzata.
A presto e in amicizia
Marco
ANONIMOVenerdì 27 Novembre 2009 - 16:56
BERNARDELLO FABIO :
Ciao Marcone...!! Inutile ti faccia i complimenti, i risultati non hanno quasi bisogno di commenti, sono semplicemente sbalorditivi. Prima o dopo mi insegnerari a gestire bene sti benedetti lembi così provero'...ad imitarti. Una piccola precisazione sul Puros (sai che i biomateriali sono un po' la mia passione..): il Puros e' osso omologo mineralizzatoche (non demineralizzato) che viene trattato con un sistema "a freddo" detto Tutoplast che gli permette di mantenere il collagene. Il punto di forza e' anche e per me soprattutto quest'ultimo, che permette al materiale di avere tempi di sostituzione decisamente migliori, poi come dici tu il PRGF accelera ulteriormente i processi di rigenerazione. Giusto martedì ho passato 4 ore al microscopio a vedere le istologie di biopsie (carote) fatte su innesti di Puros in blocks (J-blocks fatti tu sai da chi..). Sono rimasto stupefatto, ho delle evidenze semplicemente sbalorditive, una vitalita' ed una presenza e qualita' di osso neoformato al di sopra di quanto immaginavo, ho scattato immagini da rimanere a bocca aperta; avremo tempo e modo di vederle e commentarle insieme tra una decina di giorni quando ci si vedra'.
ANONIMOVenerdì 27 Novembre 2009 - 09:34
Roberto Rossi :
Complimenti per il caso ben trattato e documentato. In casi come questo sarebbe però interessante mostrare le rx con le corone definitive, ed un follow up di almeno 2-5 anni per valutare il comportamento del tessuto rigenerato nel tempo. Chi ha esperienza con le membrane in titanio conosce bene i vantaggi ed i limiti di questo tipo di ricostruzione crestale, per i neofiti i problemi legati alla gestione dei lembi ed alla esposizione della membrana sono il rischio più grosso ........
ANONIMOMartedì 24 Novembre 2009 - 14:50
RONDA MARCO :
Ciao Franco
sto cercando di stuzzicare il confronto affinchè la presentazione di un caso non sia solo una vetrina ma l'opporunità di un confronto.
sono certo che ne trarremo vantaggi tutti.
riguardo alla domanda che mi hai posto ho da offrirti risposte precise.
l'osso nel follow-up a distanza (i primi casi li ho eseguiti nel 2000..quasi 10 anni di controllo) subisce un riassorbimento iniziale non quantificabile in mm ma in relazione alla superficie attiva degli impianti che hai utilizzato per il caso specifico. ovvero si riassorbe intorno alla parte lucida degli impianti...condizzione analoga(credo di poter dire) al comportamento dell'osso intorno ad impianti posizionati in osso nativo o primitivo.
per evitare riassorbimenti maggiori credo siano importanti due fattori:
1) lo spessore dell'osso rigenerato è quasi sempre quantificabile in circa 1,5 mm....questo consente che durante la fase di rimodellamento sotto carico non venga intaccata la parte di osso in contatto con la superficie implantare.
2) gli impiani vengono sottoposti a carico masticatorio progressivo che normalmente ha una durata di circa 2/3 mesi (a seconda dell'incremento verticale che è stato eseguito) e che è comuque controllato da un'evidenza radiologica; finchè l'osso rigenerato non ottiene radiologicamente la stessa radioopacità dell'osso primitivo non si sottopongono gli impianti a carico masticatorio occludente e discludente
ANONIMOMartedì 24 Novembre 2009 - 12:42
WEISZ FRANCO :
Di fronte ad un caso così ben trattato e documentato c'è poco da dire.Bravissimo!
Volevo chiederti se nel tuo follow up hai riscontrato una perdita di osso crestale nei parametri del successo implantare(1 mm. il primo anno e 0.1-0.2 mm.gli anni successivi)o se hai notato delle variazioni rispetto alla media degli impianti in osso nativo.Come sai il problema (non solo della GBR ma anche degli innesti onlay etc.)è quello della stabilità dei risultati nel lungo periodo e mi piacerebbe sapere il tuo parere.
ANONIMOVenerdì 20 Novembre 2009 - 17:54
RONDA MARCO :
buon giorno colleghi
sarebbe un piacere che tutti i colleghi che si occupano di GBR o si sono occupati di GBR e oggi per qualsiasi motivo non lo fanno più o che vorrebbero occuparsi di GBR e temono il luogo comune "le membrane si espongono", esprimano le loro incertezze i loro successi i loro insuccessi. il confronto potrebbe permettere a "chi non sà " di saper e a chi sà di saper ancor di più. io metto a disposizione volentieri le mie conoscenze.
ANONIMOLunedì 16 Novembre 2009 - 13:26
RONDA MARCO :
Ciao Carlo
ringrazio anche Te per i complimenti
prima dell'utilizzo del PRGF avevo osservato che l'incremento verticale era di circa 1 mm al mese; oggi con l'utilizzo del PRGF i tempi si sono ridotto se non della metà almeno di un buon 30%. mediamente un GBR di 6-9 mm non ha bisogno per il suo completamento di più di 6 mesi
ANONIMOLunedì 16 Novembre 2009 - 13:18
RONDA MARCO :
ciao Michele
grazie per i complimenti
in 10 anni di GBR ho utilizzato di tutto: bio oss, fosfato tricalcico, dyna graft, osso demineralizzato della croce rossa americana, tutti questi miscelati al 50% con osso autologo in cips e in altri casi solo osso autologo........i risultati non sono differenti tra loro o megli non presentano sostanziali differenze.
oggi utilizzo 50% di osso autologo recuperato in sede con uno screaper e 50% di Puros (osso demineralizzato di origine umana sia in forma spongosa che cortiale). ho eseguito alcuni casi con solo Puros con evidenze cliniche fantastiche attendo riscontri istologici
ANONIMOLunedì 16 Novembre 2009 - 13:08
RONDA MARCO :
ciao Riccardo
no non mi é mai capitato eccetto in un caso in cui l'incremento verticale era di 11 mm. gli ultimi mm crestali hanno fatto molta fatica nel salire e alla riapertura ho trovato al di sotto delle membrana un paio di mm di tessuto connettivo.
oggi per questi casi ho rimediato utilizzando il prgf che a mio parere accelera la neoformazione ossea riducendo i tempi di neoformazione e quindi i tempi a cui al coagulo ematico si sottopone a micromovimenti
ANONIMODomenica 15 Novembre 2009 - 18:31
FORCHINI RICCARDO :
Concordo pienamente con le tue affermazioni! La GBR nonostante sia una procedura ben documentata, minivasiva e affidabile in mani esperte, è da sempre considerarata la "cenerentola" tra le tecniche "bone augmentation". Una cosa ti chiedo non ti è mai capitato alla riapertura per la rimozione della membrana, di trovare internamente al lembo del tessuto che forse impropriamente definirei "Osteoide", ma che può rendere al meglio l' idea del suo aspetto?
ANONIMODomenica 15 Novembre 2009 - 11:12
SEVERINO MICHELE :
Complimenti per il caso clinico.
Solo una domanda:
Che tipo di osso hai usato per la GBR
ANONIMODomenica 15 Novembre 2009 - 08:54
Vitassi CARLO :
Sinceri complimenti per le immagini e per l'incredibile rigenerazione verticale. Quanto tempo hai lasciato guarire la membrana? grazie

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21 Settembre 2019 - Bologna
MEGTEAMPERIO - Alleanza Terapeutica
4-5 Ottobre 2019 - Milano
4° Simposio Internazionale
22-23 Novembre 2019 - TRENTO
Vari autori
Il rispetto a 360° del paziente odontoiatrico - Scientificità e protocolli
29-30 Novembre 2019 - BOLOGNA
3* GBR-GTR Symposium 2019


CALENDARIO CORSIENTRA

20-21 Settembre 2019 - Madrid
Dr. Andrea Tedesco
Zygomatic implants course on cryopreserved cadavers
20 Settembre-16 Novembre 2019 - TREVISO - ADR Medical Training
DR. FRANCESCO VEDOVE DR. GIUSEPPE VIGNATO DR. MICHELE CARUSO DR. MAURIZIO MAZZUCHIN
LA SEDAZIONE GASSOSA ED ENDOVENOSA PER ODONTOIATRI. FARMACOLOGIA, EMERGENZE,COMUNICAZIONE.ESERCITAZIONI PRATICHE. 50 CREDITI ECM
20-21 Settembre 2019 - Roma
Dr. Stefano Rosi - Inf. Simone Berardi
I fattori di crescita autologhi nella rigenerazione ossea e tissutale
25 Settembre 2019 - PAINA DI GIUSSANO (MB)
DR. FABIO LIVIERO - DR.SSA VITTORIA TROIANI
LIVE SURGERY SULLA GESTIONE DEI TESSUTI MOLLI NELLA CHIRURGIA RICOSTRUTTIVA OSSEA
26-28 Settembre 2019 - Milano
Dr. Andrea Grassi
Corso GBR
26 Settembre 2019 - CINISELLO BALSAMO (MI)
DR. MASSIMO CIANCI, DR. MARCELLO D’AGOSTINO, DR. GIULIANO GARLINI, DR. PROF. EDOARDO GIACOMETTI, DR. FABIO LIVIERO, DR. MASSIMO SCANFERLA, DR. PROF. LUCA VIGANÒ
I GIOVEDÌ DELL’ODONTOIATRIA - Milano, serate 2019
26-28 Settembre 2019 - ospedale militare di Milano
Dr. Andrea Borgonovo, Dr. Lorenzo Moscatelli ,Dr., Bobbio Adriano, Dr. Cesare Mauro ,Dr. Negri Massimiliano
CORSO PRATICO SU PAZIENTE DI CHIRURGIA IMPLANTARE
27-28 Settembre 2019 - BORGORICCO
DOTT. FERRUCCIO VISCHIA - ODT. FABIO RONCORONI
B.O.P.T. – SCUOLA DI PENSIERO PIU’ CHE TECNICA DI PREPARAZIONE
4-5 Ottobre 2019 - Stoccolma
Prof. Christer Dahlin
Excellence in Guided Bone Regeneration
5 Ottobre 2019 - BORGORICCO
DOTT. VITTORIO FERRI
AGGIORNAMENTI SULLE TEMPISTICHE IMPLANTARI E SULLA GESTIONE DEGLI ALVEOLI