RIGENERAZIONE OSSEA VERTICALE con tecnica: GBR (Guided Bone Regeneration) Dr RONDA MARCO
Dato per scontato sulla base dei dati forniti dalla letteratura che l’utilizzo delle membrane in e- PTFE associate ad un materiale da innesto che abbia almeno caratteristiche di osteoconduttività, offrano al clinico le potenzialità di rigenerare tridimensionalmente importanti quote di tessuto osseo, è forse arrivato il momento di esplorare nuovi materiali e ricercare in essi caratteristiche che possano elevare la predicibilità di questa tecnica meravigliosa quale è appunto la GBR.
Mostro quindi le evidenze cliniche di una GBR verticale utilizzando una membrana in d-PTFE cioè Politetrafluoruroetilene denso. Questo materiale si differenzia dal classico GORE-TEX principalmente per le sue caratteristiche di struttura definita di tipo denso e non espanso. Questa caratteristica sembra, da quanto descritto in letteratura, che impedisca, in caso di esposizione precoce accidentale, il passaggio di batteri con conseguente possibile insuccesso della tecnica ed inoltre un azione chemiotattica per la quale sulla zona esposta si ottiene una completa riepitilizzazione. Non ne ho potuto constatare la principale peculiarità che la contraddistingue, (non infettività all’esposizione precoce), ma ne ho comunque potuto verificare l’assoluta compatibilità biologica e le indiscutibili evidenze cliniche.
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Commenti...
Venerdì 4 Giugno 2010 - 15:26
BERENICE MICHELE :
esemplare come sempre , casi che veramente potrebbero portare la firma del tuo maestro senza che nessuno se ne accorga, complimenti vivissimi.
Sabato 29 Maggio 2010 - 14:47
CANNATA MAURIZIO :
Grazie per la spiegazione e mille grazie per i complimenti: fatti da te, valgono il triplo! Al prossimo case report Maurizio
Sabato 29 Maggio 2010 - 10:44
RONDA MARCO :
eccomi maurizio
si il paziente firma il consenso dove è descritto l'utilizzo di questo materiale con le relative specifiche....naturalmene fa seguito ad una completa descrizione verbale del prodotto riguardo ai trattamenti che riceve alle caratteristiche del prodotto e ai vantaggi per il paziente con l'utilizzo del prodotto descritto....naturalmente Maurizio tutto secondo quello che è il mio punto di vista (sempre scientifico) ma tu sai che la stessa letteratura dice tutto ed il contrario di tutto.
riguardo gli aspetti medico legali direi che non si pongono: credo che questo prodotto sia uno degli unici prodotti omologhi approvato dal ministero della sanita la cui distribuzione passa attraverso il controllo della banca dei tessuti di Treviso e di cui è richiesto sempre e comunque il tracciato di rintracciabilità...erano anni che lo aspettavo conoscendo le splendide evidenze cliniche mostrate da lavori pupplicati da autori di altri paesi, come gli stati uniti, dove questo prodotto era già commercializzato.
grazie Maurizio
è sempre un piacere risponderti...
si perdono i miei complimenti sui tuoi lavori presentati visto i tanti complimenti che già ricevi!!!
Marco
Venerdì 28 Maggio 2010 - 17:50
CANNATA MAURIZIO :
Grazie per la risposta, assolutamente esaustiva. Come allievo di Carlo tinti, ho dimestichezza solo con l'osso autologo. Ti chiedo un'altra cosa: come affronti le problematiche medico-legali del Puros? Fai firmare un consenso informato specifico?
Giovedì 27 Maggio 2010 - 16:23
RONDA MARCO :
ciao maurizio
domanda interessante
considerata oramai l'assoluta predicibilita del management dei tessuti molli, l'unico elemento di possibile complicanza è relativo alla contaminazione batterica del materiale da innesto.
ecco quindi l'idea di portare avanti uno studio prospettico e randomizzato di prossima pubblicazione, su quali fossero le evidenze cliniche, dopo l'utilizzo quale materiale da innesto del solo osso omologo, relative al riempimento di difetti ossei verticali intorno alle superficie implantari.
lo studio ha comparato i risultati di 12 casi di cui 6 nel quale il materiale da innesto fosse 50% osso autologo e 50% osso omologo e gli altri 6 dove il materiale da innesto fosse costituito solo da osso omologo.
i risultati non hanno evidenziato alcuna differenza clinica sui 2 gruppi in esame
scopo principale dello studio era quello di comprendere se fosse possibile, tramite l'utilizzo di un solo materiale omologo,di completare il processo di rigenerazione ossea verticale neigli stessi tempi e con le stesse evidenze cliniche del gruppo (osso omologo osso autologo)
scopo indiretto dello studio era quello di cresre la condizione per la quale non fosse necessario l'utilizo di osso autologo e di conseguenza evitare la possibile contaminazione dell materiale da innesto che si potrebbe verificare durante il prelievo e la manipolazione dell'osso autologo
da qui l'utilizzo di solo osso omologo anche in quei difetti importanti verticali dove fino ad oggi la letteratura aveva dimostrato risolvere con l'utilizzo di materiali compositi dove fosse sempre comunque presente, come dici tu, l'osso autologo.
sulla scelta specifica del Puros è dipesa da una serie di istologie molto interessanti riferite a prelievi nelle sedi dei seni mascellari dopo elevazione del pavimento ed innesto con 100% di Puros
è inoltre presente un lavoro comparativo eseguito da prof D.Tarnow che ha messo a confronto in rialzi di seno eseguiti contempopraneamente allo stesso pz, bio-oss in una sede e Puros nell'altra riscontrando istologicamente risultati nettamente migliori nei siti trattati con Puros
grazie Maurizio
buon lavoro
Mercoledì 26 Maggio 2010 - 19:15
CANNATA MAURIZIO :
Caro Marco, complimenti per i bellissimi casi. Ero a conoscenza delle peculiarità delle membrane cytoplast. Vorrei che mi spiegassi come mai la scelta è caduta sul puros, quando ormai la casistica e la letteratura concordano sull'uso di osso autologo, bio-oss o della miscela dei due